SCENA III.
SANTINA, NEPITA.
SANTINA. Che dici, Nepita? non l'hai inteso con le tue orecchie? comporterò io d'esser cosí mal maritata? Non la passerá certo senza vendetta: io vo' aventarmegli adosso come una cagna.
NEPITA. Or questo no, padrona: fategli ogni altro dispiacere e lasciate questo.
SANTINA. Vo' cavargli gli occhi e troncargli il naso con i denti.
NEPITA. Cavargli gli occhi e troncargli il naso ben potete, ma non por mano ad altro.
SANTINA. Non ti par buona vendetta?
NEPITA. A me, padrona, no. Io gli renderei pan per focaccia.
SANTINA. Taci, ché sei una pazza. Vorrei piú tosto esser stracciata da mille lupi, che esser tócca da un sol uomo che non fusse mio marito.
NEPITA. Io vorrei piú tosto esser straccata da mille uomini, che esser tócca da un sol dente di lupo.