PANURGO. Sí.

ESSANDRO. Gerasto m'ha perdonato?

PANURGO. Sí.

ESSANDRO. È venuto mio zio Apollione?

PANURGO. Sí.

ESSANDRO. Mio padre ancora?

PANURGO. Sí.

ESSANDRO. Ad ogni cosa che ti domando: sí, sí, sí. Mi tratti da bestia, da asino.

PANURGO. Sí, sí, sí: te l'ho detto e stradetto mille volte.

ESSANDRO. Oh, come sí orribil tempesta si è mutata in un subito in sí placida e tranquilla quiete! O felici miei pensieri, a che gloria giunti sète! O felice sole, che hai apportato il piú lieto giorno per me e ore cosí felici!