PANURGO. In carne e ossa.
ESSANDRO. Burli in cosa dove va la vita.
PANURGO. È venuto Apollione tuo zio e riconosciutosi con tuo padre; son stati d'accordo con Gerasto e ti han concessa Cleria.
ESSANDRO. Deh, perché mi burli e aggiungi beffe a beffe?
PANURGO. Allegrati della mia allegrezza adesso, come io mi son allegrato della tua: ch'io ho ritrovato mio figlio.
ESSANDRO. Chi è tuo figlio?
PANURGO. Vieni in casa e lo saprai, ch'io non vo' tanto prolungar il tempo che possi abbracciare e stringere la tua Cleria piú che una tanaglia.
ESSANDRO. Il misero non crede a nulla che di ben gli sia detto.
PANURGO. Vieni, corri, vola e vedi il tutto vòlto in allegrezza.
ESSANDRO. Rispondi a quanto ti domando, parla piú chiaramente il tutto: Cleria è fatta mia?