GERASTO. Ho maritata la tua padroncina.
ESSANDRO. Con chi?
GERASTO. Con un giovane romano, ricco, dotto e bellissimo.
ESSANDRO. Chi è questo giovane cosí aventuroso?
GERASTO. Cintio, figliuol di Narticoforo, maestro di scola dottissimo. Ci abbiam scritto tante volte che alfin siamo restati d'accordo della dote e d'ogni cosa.
ESSANDRO. Come non n'avete fatto parola mai?
GERASTO. Se lo diceva a Santina mia moglie, che è una cicala, sarebbe andata cicalando per gli parenti, amici e vicini, e n'arebbe pieno Napoli in un'ora; e poi forse non essendo d'accordo, saressimo stati burlati da tutti.
ESSANDRO. Quando dunque verran costoro?
GERASTO. Quanto prima, e forse verran oggi che è giornata del procaccio.
ESSANDRO. Oimè!