GERASTO. Che dici di mia figlia?
ESSANDRO. Dico che essendo serva di vostra figlia, mi dovreste amar da padre.
GERASTO. T'amo piú di tuo padre assai, e d'altro amor che non farebbe tuo padre o fratello.
ESSANDRO. Voi dite cose triste, mi fate vergognare: mi vo' partire.
GERASTO. Fermati, che vo' darti una buona nuova.
ESSANDRO. È qualche veste questa nuova che volete darmi?
GERASTO. Dico, novella la piú lieta che avesti avuto giamai.
ESSANDRO. Ditela, che mi sentiva prorir l'orecchia per ascoltarne alcuna.
GERASTO. Son certo che te la raspará, perché ti sará grata. Ma vo' duo baci per mancia, che mi sento prorir le labra.
ESSANDRO. Ditela, ché poi ve li darò.