SANTINA…. Sventurata me!…

GERASTO. (Anzi me!).

SANTINA…. che non si trova piú sciagurato uomo!

GERASTO. (Che non si trova la piú fastidiosa e bizarra diavola di te! E il peggio è che bisogna farle carezze contro mia voglia, per non farla suspetta del fatto. Orsú, bisogna far buon animo, come si avesse a tòrre una medicina). Ben trovata la mia moglie carissima, non posso tenermi che non ti baci un par di volte per amorevolezza!

SANTINA. «Chi ti fa quello che far non suole, o t'ha ingannato o ingannar ti vuole».

GERASTO. Non si può star sempre ad un modo, moglie mia cara.

SANTINA. Oh come odori di muschio, mi pari una profumeria.

GERASTO. Passando per la bottega di maestro Cesare profumiero, mi spruzzò un poco d'acqua nanfa sul volto.

SANTINA. Non so chi mi tiene la lingua.

GERASTO. Lasciamo il ragionar di questo adesso. Maritata che sará nostra figlia con questo romano, ci vogliam menare una vita la piú felice del mondo.