SANTINA. Mi fai star tutta la notte in un canton del letto, sola; e se per disgrazia ti tocco le gambe, subito:—Fatti in lá, che mi rompi il sonno, mi fai caldo.—Io non sono storpiata né mi puzza il fiato.

GERASTO. Tanti figli che abbiam fatto, dimostrano se ti abbi trattato male.

SANTINA. Questo fu cosí nel principio.

GERASTO. Or son vecchio, la complession non mi aiuta: vuoi che mi muoia?

SANTINA. Ci è altro sotto: lasci il tuo terreno incolto per cacciar il vomero nell'altrui terreni; ma s'io me ne accorgo, farò le mie vendette.

GERASTO. Su su, finiamola, ché saresti per durarla tutto oggi. Dove ti eri avviata?

SANTINA. Io non ho da uscire, vo' tornarmene a casa.

GERASTO. Entriam, su presto.

SCENA VIII.

ESSANDRO solo.