GERASTO. Giovane, che vai cercando tu?

GRANCHIO. Un che non ho ritrovato ancora.

GERASTO. Parla: chi è costui? forse lo troverai piú presto.

GRANCHIO. Gerasto medico.

GERASTO. Ecco, l'hai trovato, non cercar piú. Tu chi sei? chi ti manda? che sei venuto a fare?

GRANCHIO. Io son Granchio, servo di Narticoforo romano, che mi manda per correo innanzi, ché lo avisi come esso e Cintio suo figliuolo sono in Napoli e or se ne vengono a casa sua. Ecco, t'ho detto chi sono, chi mi manda e che son venuto a fare.

GERASTO. Tu sei un correo che corri molto tardi, ché sono arrivati prima essi che la nuova.

ESSANDRO. (Oh, come è stato troppo veloce per me!).

GRANCHIO. Se avesse avuto cento piedi come un granchio, non arei potuto caminar cosí veloce, come ho fatto, per giunger presto.

GERASTO. Io penso che come granchio arai caminato all'indietro.