PANURGO. Almeno non será men bugiarda a te che ad altri.

ESSANDRO. Ma dimmi, di grazia, che pensi fare?

PANURGO. Prima diremo cosí…. Ma questo non è piú bono, bisogna pensar un'altra cosa. Faremo cosí…. Né questo va a proposito, perché potremo incorrere in cosa peggiore.

ESSANDRO. Parla presto.

PANURGO. Sto nel pensatoio, e mi occorrono tanti pensieri che per ogniuno ci bisognarebbe un mese a pensare.

ESSANDRO. Son rissoluto vestirmi da maschio, e se non si voglion partir per bravure, ammazzargli. Ho fatto di modo che Gerasto stará tutto oggi chiuso, e non ci potrá impedire.

PANURGO. Questo non è male, ma sería meglio…

ESSANDRO. Oimè, eccoli! quel primo è Granchio suo servo, quel vecchio deve essere Narticoforo.

PANURGO. Morfeo, entra con Essandro e vèstiti da femina, attendi a quel che si dice e aiuta al bisogno.

MORFEO. L'odor delle vivande ha tratto costui cosí presto; ma tu non n'assaggierai.