MORFEO. Fuggir io? non mi partirei di questa casa senza mangiar prima, se m'uccideste: sto con tanto desiderio aspettando questa cena che il collo me s'è dilungato un miglio.
ESSANDRO. Dimmi, Panurgo, come potresti rimediare a questo?
PANURGO. Faccisi che quel che è stato, non sia stato: e quel che è per essere, che non sia.
ESSANDRO. Non t'intendo. Rispondi, che faremo?
PANURGO. Qualche cosa faremo.
ESSANDRO. Questo qualche cosa è niente.
PANURGO. Poiché abbiamo cominciato ad ingarbugliar Gerasto, ingarbugliamolo insino al fine.
ESSANDRO. Come l'ingarbugliaremo?
PANURGO. Non dubitar punto, stammi allegro e lascia fare a me che mi sono trovato a magiori garbugli di questi.
ESSANDRO. Fa' che non sia bugiarda la speranza che ho in te.