TRASIMACO. Vien qua tu; è vero che hai detto mal di me? ché vo' farti in mille pezzi, ti guasterò tutto.
GULONE. Sí, che è vero.
TRASIMACO. Or, poiché hai confessato il vero, ti vo' perdonare. Tristo te, se me dicevi la bugia, tanto m'è nemica.
GULONE. Io voglio dir di nuovo mal di te.
TRASIMACO. Fatti in lá che non lo senta, ché non me ne curo.
GULONE. Io vo' che tu lo senta.
TRASIMACO. Tu mi vai punzecchiando e mi offendi troppo indiscretamente: non lo comporterò, cancaro!
GULONE. Ti venga a mente come m'hai disfidato: e son rissoluto uccidermi teco.
TRASIMACO. Arcitonante Giove, che audacia è la tua? Tu mi fai inserpentire, inantropofagare, improcustire, inneronire: con un sgraffio ti sconquasserò tutto, ti sganghererò le mascelle e i denti, che non potrai piú mangiare.
GULONE. Ed io quella lingua, che non potrai dir bugie.