PEDANTE. Oh tu come asineggi e bufaleggi fra queste tue ingordigie!
LARDONE. O fegadelli, trofei della mia fame! o salami, spoglie de' miei trionfi! o ricotte, o provature, gloria delle mie vittorie! o porchetta, come ti darei la man dritta passeggiando meco!
PEDANTE. Oste, oh con quanta venerazione venemo a te lietabondi e gratulabondi!
LARDONE. Domine magister, e io affamabondo e bibebondo!
CAPPIO. Ben venute le Vostre Signorie! par di vere ca mi voler far scazzar: ponere le cappelle en teste. Ma mi nit intender quel «famabonde» e «bibebonde».
LARDONE. Dico che vengo per disfamare l'affamata affamatagine del famoso mio affamamento.
PEDANTE. Oste, nomina desinentia in «bondo» significant at tum come «moribondo» e «gemebondo», cioè, idest cum maxima voluntate moriendi et gemendi.
LARDONE. Quanto dice in gramuffa, tutto viene dalla saviaggine e dalla sua litteratumma.
PEDANTE. È questo il xenodochio del Cerriglio?
LARDONE. Domine ita, non videbis quantum fegadellos, pullos, picciones e salsicciones?