ANTIFILO. Oh quanto ho desiderato di servirvi! Come a questa ora di notte vi veggio in questa disgrazia?

PEDANTE. Anzi per mia grazia disgraziato, o optatissimo Antifilo.

LIMOFORO. Non vi disperate; ché mai viene disgrazia che non trovi la porta aperta per la grazia che segue.

PEDANTE. Mi son partito da Salerno con sinisterrimo auspicio Romam versus, per far quivi stupir il mondo della prestanza della latina e greca lingua. …

LARDONE. Val piú un bicchiero di vin latino o greco che tutta la tua dottrina.

PEDANTE. … E da Cicerone in qua non è stato maggior uomo che sono io. Oh quanto perde Roma e l'Italia tutta, se si perde un par mio.

ANTIFILO. Maestro, potete venir a dormir e cenar meco.

PEDANTE. Obsecro te dalla base del cuore venerabondo, e revoluto a' tuoi piedi, accetto la grazia che la necessitá me la fa accettare, e me ne congratulo.

LARDONE. Io per dubito di non aver a restar senza cena e senza sonno, ero quasi morto.

PEDANTE. Tu non hai mangiato e bevuto tanto questa mattina?