LIMA. Giacomino mio, vi raccomando la mia figlia.

GIACOMINO. Non bisogna raccomandare a me le cose mie né l'anima al suo corpo. Cappio, batti la porta.

SCENA III.

TEDESCO, CAPPIO, GIACOMINO, ALTILIA, BALIA.

TEDESCO. Chi stare quelle grande asine che battere le porte delle mie ostellerie con tanta furia?

CAPPIO. Son io; apri.

TEDESCO. Avere detto bene che stare un grande asene.

CAPPIO. E tu arciasino ad aprire.

TEDESCO. Mi patrone, che comandare Vostre Signorie?

GIACOMINO. Tedesco mio, m'hai da fare un piacere di che non ti pentirai.