ARMELLINA. Son contenta. Entrate innanzi, signor Guglielmo.
VIGNAROLO. Entro; seguimi, Armellina mia cara.
ARMELLINA. (Non so se Lelio averá accomodato lo scaglione per farlo sdrucciolare per li piedi).
VIGNAROLO. Oimè, mi hai chiusa la porta sul volto, mi hai morto!
ARMELLINA. Perdonami di grazia, ché il vento me l'ha tolta di mano.
VIGNAROLO. Tien la porta aperta mentre saglio, ché le scale sono oscure.
ARMELLINA. Tengo. Eccolo dirupato.
VIGNAROLO. Oimè oimè! son morto!
ARMELLINA. Che avete, padron mio caro?
VIGNAROLO. Mi è venuto meno un scaglione e ho sdrucciolato con tutti i piedi e mi ho infranta una spalla!