ALBUMAZAR. Abbiate pazienza: cosí comanda quel pianeta di cui voi sète preda.
PANDOLFO. Misericordia, pietá di me!
ALBUMAZAR. Sappi che le stelle e i pianeti sempre guerreggiano fra loro e fanno amicizie e inimicizie, e se stessero in pace per un momento, il mondo ruinarebbe. E come noi potremo opporci al cielo che non disponga delle cose mondane?
PANDOLFO. Voi con la vostra sapienza….
ALBUMAZAR. Bene dixisti, ché il sapientissimo Tolomeo egiziano disse: »Sapiens dominabitur astris».—Gramigna, calami giú quel cappello e talari di Mercurio, fatti sotto ponto di Mercurio ascendente nel suo segno.
PANDOLFO. Io non mi partirò tutto oggi da' vostri piedi.
ALBUMAZAR. Eccolo, ponetelo in testa, e tenete in mano questa imagine marziale, impressa quando egli felicissimo ascendeva su l'orizonte nel segno d'Ariete di marzo, di martedi, all'ora prima di Marte, ché vi fará libero d'ogni male.
PANDOLFO. Accetto volentieri la grazia che mi fate.
ALBUMAZAR. Orsú, andate, abbiate l'uomo che volete transformare e tornate a me, ché vi renderò pago d'ogni vostro desio.
PANDOLFO. Cosí facciamo.