VIGNAROLO. Ed io me lo prendo da dovero. Io non amo al mondo altri che te. Tutto il giorno piango e mi tormento, e per chi, ah? per te, lupa, cagna che ti mangi il mio cuore; e tanto potrei star senza amarti quanto far volar un asino. Se tu vuoi essere mia moglie, dal primo giorno ti fo donna e madonna di tutte le mie robbe, te le porrò in mano ché le maneggi a tuo modo. Beata te, se tu farai a mio modo!
ARMELLINA. Io vo' che tu facci a mio modo.
VIGNAROLO. Facciasi, se non al mio, al tuo modo: tutto torna in uno, purché non resti di fuora. Ma io vorrei una grazia da' cieli.
ARMELLINA. Ed io un'altra.
VIGNAROLO. Che vorresti?
ARMELLINA. E tu che vorresti?
VIGNAROLO. Il direi, ma temo che ti corrucci.
ARMELLINA. Non me corruccio: dillo.
VIGNAROLO. Dammi la fede.
ARMELLINA. Eccola.