VIGNAROLO. Oh che mano pienotta e grassotta!

ARMELLINA. Dimmi, che vorresti?

VIGNAROLO. Vorrei esser quel piston che pista nel tuo mortaio.

ARMELLINA. Ed io vorrei che, quando ho fatta la salsa, mi leccassi il mortaio. Ma vo' partirmi.

VIGNAROLO. S'è partita, la vitellaccia.

SCENA II.

PANDOLFO, VIGNAROLO.

PANDOLFO. (Quel furfante di Cricca ha preso tanta paura di quelle coltellate, che non vuole lasciar trasformarsi in Guglielmo in conto veruno: ho pensato al vignarolo, ma non ho per chi mandarlo a chiamare).

VIGNAROLO. Padrone, buon giorno!

PANDOLFO. O vignarolo, che mai giungesti a miglior tempo!