LAMPRIDIO. Che sai d'Olimpia mia?

GIULIO. Rispondete al saluto prima e dite:—Dio vi aiuti e salvi!—e poi mi dimandate d'Olimpia.

LAMPRIDIO. Come può mandarvi salute chi è privo d'ogni salute?

GIULIO. Or dite come stiate.

LAMPRIDIO. Dillomi tu, fratello, com'io stia, che lo sai meglio di me.

GIULIO. Come?

LAMPRIDIO. S'Olimpia m'ama io sto benissimo, se non m'ama io sto assai peggio che morto: non sai tu ch'ella è l'anima mia? non amandomi come potrei viver senz'anima? sarei un che vivesse morendo sempre.

PROTODIDASCALO. Larva d'uomo.

LAMPRIDIO. Lasciam questo: che sai d'Olimpia mia?

GIULIO. Nulla di nuovo se non che venne a casa Mastica e mi pregò caldamente che vi scrivessi che per quanto amor portate ad Olimpia e se avete a caro il suo piacere, non foste venuto a Napoli per una cosa importantissima.