LAMPRIDIO. Che cosa importantissima è questa?
GIULIO. Non saprei.
LAMPRIDIO. Che imaginate?
GIULIO. Non saprei che imaginarmi. Parmi che sii contristato: sei tutto mutato di colore.
PROTODIDASCALO. A questo nunzio oltre ogni suo cogitato dispiacevole, il freddo pavore di zelotipia ave invaso la fiamma comburenteli i precordi e l'ha fatto essangue e pieno di pallore. Segno di amore: «Palleat omnis amans», disse Nasone.
LAMPRIDIO. Per dirti la veritá, non avendomi detto la cagione m'hai posto l'animo non so come in suspetto.
GIULIO. Vuoi tu attristarti del male prima che sia?
LAMPRIDIO. Par che l'animo se l'indovini.
GIULIO. Forse è per ritornarne a Salerno di corto e vorrá ella istessa darti la nuova della sua venuta e risparmiarti questa fatica.
LAMPRIDIO. Non mi quadra, mi batte l'occhio dritto; e mi fu referito nel viaggio che si maritava con non so chi capitano suo vicino.