LAMPRIDIO. Poiché questi cerca privarmi d'ogni mio bene, cercherò prima privar lui della vita.

TRASILOGO. Io darò tal calcio dietro a questo furbetto che lo farò andar tanto alto che, se ben portasse seco un fardello di pane, gli sará piú periglio di morirsi di fame per la via che morirsi della caduta. E quest'altro vo' che assaggi un pugno delle mie mani, ché so che non è duro il suo osso come la mia carne, e li farò tanto minuta la carne e l'ossa che non será buona per pasto delle formiche….

SQUADRA. Non con tanto impeto, padrone.

TRASILOGO…. Io lo spaventerò con la guardatura, che non será altrimente bisogno di por mano alla spada….

LAMPRIDIO. Mira che passeggiar altiero, mira che bravura!

SQUADRA. Lasciatelo andar, padrone, ché alla ciera mi par di buono stomaco.

TRASILOGO…. Io gli darò a ber un poco d'acqua di legno, che gli lo sconcierá di sorte che per parecchi giorni non gli verrá voglia di mangiare. Ma será meglio che gli parli prima.—Dimmi un poco, conoscimi tu?

LAMPRIDIO. Io non ti conosco né mi curo di conoscerti. Ma tu conosci me?

TRASILOGO. Non io.

LAMPRIDIO. Orsú, vo' che mi conoschi, perché vogliam fare questione insieme.