LAMPRIDIO. Sai troppo.
PROTODIDASCALO. E fra poco tempo tel troverai dinanzi.
LAMPRIDIO. Sai soverchio. Ma non sai che, avendomi trovato in presenza di Sennia, ho finto non conoscerlo e cacciatolo via. Ci è di peggio: che è venuto il vero Teodosio ed Eugenio e l'ho scacciati di casa, ed eglino sono andati alla giustizia a lamentarsi.
PROTODIDASCALO. Heu, che non ti potea accader cosa piú mala, peggiore e pessima—positivo, comparativo e superlativo.
LAMPRIDIO. Oh con quanta difficultá s'acquistano le cose e come poi facilmente si perdono! il mio giorno ha visto la sera al far dell'alba.
PROTODIDASCALO. Ricordati questa mane che per la via una sinistra cornice, oscine inauspicato, crocitando—per onomatopeiam, «apò tû onomatos» idest «nomen», et «poios» quasi «factum», idest «factitium nomen»—ti predisse con infausto omine questo fatto. Giá la fortuna comincia a visitarci con le sue disgrazie, né per altro te si mostrò cosí fautrice ne' primordi che per farti periclitare et explorare questa caduta maggiore.
LAMPRIDIO. Il superar la fortuna non è altro che sopportar i suoi colpi.
PROTODIDASCALO. A questi colpi non ci è clipeo che li facci obstaculo, perché ubicumque ti volgi trovi nuove erumne da superare.
LAMPRIDIO. Tante piú ne soffriremo. Che difficultá può patire chi non estima la vita? Ma di grazia, facciam collegio della mia vita e cerchiamo qualche rimedio;…
PROTODIDASCALO. Etiam atque etiam cogitandum.