Rivedendo il mare, e sentendolo fremere intorno a sè, quasi fosse la cara voce d'un amico, esultava Garibaldi tra i buffi del vento che venivano a scompigliarli sulla fronte i lunghi capegli; e navigando alla volta di Venezia sentiva ognora più rinfrancarsi l'animo al pensare, che tra non molto avrebbe potuto toccare la terra desiderata e forse operare ancora qualche bel fatto che il suo nome non solo illustrasse, ma, ciò che più stavagli a cuore, al nome italiano fosse onorevole, e alla causa della libertà di giovamento. E l'ardore e la straordinaria concitazione dell'animo suo ei comunicava ai compagni stimolandoli colla seducente pittura de' nuovi pericoli e delle più splendide glorie.

Così viaggiando tutta una notte erano sull'albeggiare pervenuti all'altura di Comacchio, allorquando vedevansi sorgere dinanzi, e non molto da loro discosto, i legni da guerra austriaci veglianti in quelle acque, e senza alcun dubbio attendendoli. Appena scoperti furongli rivolti sopra i cannoni, che incominciarono a bersagliarli fieramente; in breve alcuni bragozzi andarono capovolti perendo miseramente le persone, altri furono raggiunti e fatti prigioni; solo, per quanto ci consta, pervenne Garibaldi a riguadagnare la costa col suo palischermo. Forse alla sua rara abilità di marino, alla robustezza del braccio, e al raro suo sangue freddo, ch'egli conserva sempre inalterato anche ne' momenti d'estremo pericolo, o forse al volere della Provvidenza che lo riserba al compimento di qualche alta impresa, è dovuto se in tale emergenza potè sottrarsi agli inseguitori.

Toccava finalmente la spiaggia; ma ivi la sua costanza ed il suo valore dovevano trovarsi alla più tremenda prova, che mai padre e marito possano sopportare. Tante corse affannose pe' monti tanti giorni e notti senza prendere riposo, e lo sgomento continuo nell'animo per la sorte del marito, e le privazioni d'ogni cosa al di lei stato indispensabile, e l'incontro fatale sul mare, tutto aveva contribuito a spossare le robuste forze della infelice sua donna, e a condurla a termini di morte. Al toccare la riva appena rimaneva alla sventurata un tenue alito di vita — Era quel luogo deserto; e nessun soccorso poteva venirle apprestato. Più tardi apparve qualcheduno cui Garibaldi mandò in fretta a Ravenna per un medico; ed inoltre potè dalla pietà di quelle genti ottenere un biroccio, sul quale adagiò la morente, che condusse nella casa d'un contadino, in una terra del marchese Guiccioli, non molto lontana dal mare.

La povera famigliuola che l'abitava commossa a tanta sventura di quegli sconosciuti offrì un letto per la donna moribonda — Sventurato! appena Garibaldi ebbe tempo di coricarla, che già la travagliata aveva finito di patire!

Quel colpo atterrò l'animo di colui che aveva tante volte nei suoi giorni sentito senza punto commoversi ruggire intorno a sè la desolazione e la morte — Chinò il capo come cedendo al peso di così grande dolore; poi chiesto un bicchier d'acqua per mitigare l'arsura che stringevalo alle fauci, ed alzato lo sguardo al cielo, quasi invocandolo a testimonio di quanto pativa per la causa dell'umanità, e dato un ultimo doloroso addio alla fredda spoglia della amata sua donna, uscì frettoloso da quella casa e disparve.

Povera Anna! Ella che soleva con tanto amore visitare in America la sepoltura d'una sua figliuoletta, che Dio le tolse, e volle tra i suoi angeli, e con quell'affetto istesso con cui s'affaccendava a renderla vaga e lieta d'ornamenti in vita, davasi continua cura perchè il sepolcro ch'avevala accolta paresse men tristo, e desse testimonianza d'un amore che durava oltre la fossa, povera Anna! era gran mercè se la cristiana carità del buon contadino che avevala ospitata, poteva dar riposo alle sue ossa in un campo ignorato, senza che un segno le indicasse alla pietà de' suoi cari, o alla reverenza di quanti hanno in pregio tanta virtù e tanto amore di sposa!

Ma quelle ossa non poterono aver pace! chè

La derelitta cagna ramingando

sconvolse quella terra, che le copriva, e svelò all'inquisizione dell'austriaco la colpa del povero contadino, il quale convinto d'aver dato ricetto in vita e poi sepoltura a quella morta, fu da que' feroci messo in carcere!

All'uscire dall'infausta casa, Garibaldi aveva seco un suo fido, capitano Leggero di Sardegna, il quale d'America era venuto con lui a prender parte alla guerra nazionale. Accompagnato da questi, pensò guadagnare lo stato sardo, unico luogo in Italia, in cui poteva sperare tranquillità e sicurezza; ma il cammino era difficile e lungo, tutti gli stati romani da quel lato erano occupati dagli austriaci, la Toscana medesima erane ingombra, pure fidando in Dio e nella sua stella s'accinse al periglioso viaggio.