«Morto![102] ed nunzio lugubre,

Via sull'ali del vento,

Udii pei campi italici

Lungo echeggiar lamento»;

la povera bestemia al Povero Vate, indicandovi Stecchetti:

«Povero[103] Vate! in che rimorsi fieri

De l'antica viltà struggi te stesso!

Ti levi e insulti! e non sai dir cos'eri...

Se allor più vile — o men superbo adesso.

Cessa lo scherno.