«il tuo — mi dicon — nome è annientamento.

Dunque t'affretta! Quanto intorno veggo

invoca scure, rogo e oblio profondo.

Tutt'ardo ed amo. Colle gruccie loro

seguon, que' vecchi, di briache linee

la terra urlando: «oltre non amerai

Sentomi adulta e di me stessa donna.

Vieni, o possente, e colla man tua rude

lacera i veli che mi offuscon gli occhi,

strappa i monili che mi son catene,