[72]. G. Villani, lib. VII, cap. 62.
[73]. Abbiamo nel vol. IX, pag. 270, della più volte citata raccolta del P. Ildefonso, il diploma di Rodolfo per la elezione di due vicari o luogotenenti suoi nella Toscana, da valere anche per un solo; la quale elezione è confermata da un breve di Martino IV, nel primo anno del pontificato suo.
[74]. G. Villani, lib. VII, cap. 79.
[75]. G. Villani, lib. VII, cap. 13.
[76]. Nelle Deliz. Erud. Tosc., IX, 256, è un assai notabile Discorso intorno al Governo di Firenze, ma che vale anche per altri tempi, e può essere utile a consultare in quanto concerne i Consigli e gli Ufizi minori. — Vedi Appendice Nº II.
[77]. Villani e Ammirato.
[78]. «Hic est modus faciendi Exercitum per Commune Florentiæ, inventus per Mercatores Florentiæ, pro meliori et utiliori statu et commodo civitatis, et Artificum et Artium ac totius Mercantiæ civitatis prædictæ. In primis: quod placeat vobis facere firmare omnes et singulas apothecas etc.» — Delizie degli Eruditi, tomo XI, pag. 199.
[79]. Da un cenno che si trova nella Cronaca dello Stefani (lib. I, rub. 268) appare che allora quando le cavallate doveano uscire dalla città, si mettesse una candela alla porta, e che il mancante alla chiamata avesse pena del piè: ciascuno interpreti queste parole a modo suo. Sulle Cavallate Fiorentine dei secoli XIII e XIV abbiamo un pregevole lavoro del signor Cesare Paoli (Arch. Stor., tomo I, parte I, 1865).
[80]. Dino Compagni, lib. I.
[81]. G. Villani, lib. VII, cap. 131.