[82]. Dante nel Purgatorio, con poetica maravigliosa invenzione e con affetto pietoso, descrive la morte di questo giovine cavaliero, e la scomparsa del suo cadavere ricoperto dalle acque e dalla melma di un torrente. Noi questa battaglia abbiamo narrata in gran parte con le parole tanto vive e colorate del Compagni, o mantenendo la efficace semplicità del Villani.

[83]. Villani, lib. VII, cap. 131.

[84]. A uno di questi intervenne Dante, che vide uscire patteggiati di Caprona i fanti pisani.

[85]. G. Villani, lib. VII, cap. 89, 132.

[86]. Vedi, tra gli altri, lib. VII, cap. 145, dove racconta la perdita d’Acri (an. 1291) e le cagioni di essa, «avutane relazione da uomini degni di fede, nostri cittadini e mercatanti, che in quelli tempi erano in Acri.»

[87]. Repetti, Dizionario della Toscana, art. Montopoli.

[88]. Qui una volta per sempre dobbiamo notare come in Firenze l’anno cominciasse ai 25 di marzo: quel giorno 15 di febbraio era qui dunque tuttora dell’anno 1292, ma noi scriviamo le date secondo lo stile comune.

[89]. Il prof. Bonaini pubblicava gli Ordinamenti di giustizia del 1293, (Nuova Serie dell’Archivio Storico Italiano, vol. I, 1855) con le successive provvisioni per cui vennero afforzati; non che le consulte che in più tempi si fecero a tal fine, con tutti gli atti di queste consulte e i nomi dei cittadini che ivi esposero i pareri loro: tra’ quali due volte a’ 14 aprile del 1301 ed una ai 13 di settembre dello stesso anno, è il nome di Dante Alighieri. Lavoro diligente e utile soprammodo, a cui rimandiamo tra’ nostri lettori quelli che volessero avere contezza più intera e minuta di questo punto capitalissimo nell’istoria nostra. — Lo Statuto Fiorentino, compilato l’anno 1415 dall’insigne giureconsulto Paolo da Castro, e pubblicato in Firenze con la data di Friburgo l’anno 1778, vol. III, in-4, (tomo I, pag. 407-516) comprende questi ordini contro a’ grandi, quali vigevano infino al tempo suo, ed il novero delle famiglie fatte di grandi, con la indicazione dei tempi in cui vennero esse a patire tale condanna. — Vedi anche le Provvisioni o Statuti, pubblicati dal P. Ildefonso, tomo IX, pag. 305, sino alla fine del volume: è tra le altre (pag. 341) l’estratto di una provvigione per la quale, in beneficium popularium et debilium contra magnates, è vietato al Potestà e al Capitano (dei quali poco si fidavano per essere eglino di case nobili) procedere contro ai malefizi commessi prima della battaglia di Montaperti, a quelli cioè fatti da uomini popolani sotto al governo di parte guelfa.

[90]. Nello Statuto Fiorentino, tomo III, pag. 692, è il registro di oltre quaranta Leghe del contado e distretto di Firenze con la descrizione delle parrocchie e popoli e dei luoghi che le componevano. — Come la Repubblica si governasse verso i Comuni a lei soggetti, si vede, tra gli altri, da un curioso documento (Registro di Lettere del 1308 presso di noi) nel quale vengono ammoniti severamente certi Comuni perchè usavano misure e pesi diversi da quei di Firenze: il che veniva a mostrare semiplenam devotionem, aut incuriam, aut animorum dissonantiam, e si temeva che nuocesse ai commerci della Repubblica: adottassero pertanto le misure fiorentine sotto la pena di mille lire.

[91]. Vedi Cronaca di Paolino di Piero, nei tomi aggiunti alla collezione degli Scriptores Rer. Ital., e l’edizione di Roma 1755.