[201]. Gli speziali ebbero questo nome perchè oltre alle medicine smerciavano anche le spezierie delle Indie.

[202]. E credo io fossero più, tanti se ne legge di continuo andati chi in qua chi in là per traffici, ed i cambiatori mettevano banchi in molte parti d’oltremonte e d’oltremare, e Avignone ne tirava a sè non pochi, ed a Lione erano case di Fiorentini, ed a Bruggia nella Fiandra più anni rimase lo stesso Giovanni. Ai quali se poi si aggiungano quelli che andavano in signoria di fuori, potestà o giudici, e che menavano seco gran seguito o famiglia; e il frequentare le università fino a quella di Parigi, ed il muoversi di luogo in luogo che facevano i religiosi; poi le frequenti ambasciate, e quello stesso vagare dei soldati mercenari che fu cagione di tanti mali; si vedrà come fosse continuo a quei tempi il conversare dei Fiorentini con molte città d’Italia e fuori.

[203]. Fu posta quando si edificava il terzo cerchio della città, continuata poi fino ai giorni nostri, e gravosissima, perchè andava fino al sette e tre quarti per cento, facendosi però le stime molto all’agevole. Gravava disegualmente la Toscana, avendo più luoghi pattuito nella dedizione l’andare esenti da quella tassa; privilegi che cessarono quando nel 1814 fece ritorno il principato non come antico e restaurato, ma col diritto della conquista.

[204]. Oltre al segnare l’oro e l’argento, sembra che le paci tra’ cittadini avessero a guarentigia e solennità il suggello del Comune; il che si fa credere anche per un luogo del Velluti, pag. 29: «Venne poi il Duca d’Atene e ribandì gli sbanditi e costrinse ognuno a far pace; onde i consorti e noi, essendo costretti, rendemmo pace; la quale è sotto grandissime pene, fortificate poi per riformagioni di Comune con altre gravissime pene: e non si trova quasi niuna poi essere rotta, e chi l’ha rotta si è stato diserto; onde per questa cagione e per lo comandamento di mio padre e sua maladizione si è molto da guardare; che se alcuno discendente di loro vivesse, non fosse tocco, se non vuole sè e altrui disertare.» Il segno dei beni in pagamento poteva essere necessario a quei contratti che hanno nome di Anticresi, nei quali i beni essendo ceduti al creditore per certo tempo, non si fa luogo alla voltura; se pure non fosse divietato quel contratto, com’è pei canoni della Chiesa, e che il divieto si osservasse.

[205]. Ivi erano grani depositati da cittadini, i quali pagavano per la custodia e per gli attrazzi; e il grano sparso rimaneva a benefizio del Comune.

[206]. Erano penali che dovevano pagare i connestabili che fossero trovati in difetto d’uomini rispetto al numero pel quale erano stati condotti e riscuotevano gli stipendi. — Soccorse in questo come in più altri luoghi a noi l’amicizia del signor Cesare Guasti, e a lui ne rendiamo le debite grazie.

[207]. Nei libri del 1347, per citar quelli più vicini al tempo del Villani, si trovano versamenti fatti ai Camarlinghi della Camera dal Camarlingo delle Stinche: de denariis ad ejus manus perventis. (Archivio centrale di Stato.)

[208]. Voleano che i più facoltosi del contado dimorassero nella città, dove davano minore sospetto.

[209]. Si è detto come i Fiorentini fino dal secolo XIII per grandigia custodissero leoni ed altri animali rari, i quali venivano ad essi d’Oriente; costumanza cittadina cessata non prima del passato secolo, quando si venne a ricercare il perchè di ogni cosa. Un lione di marmo che tra le branche teneva uno scudo con entro il giglio, e si chiamava il Marzocco, era una sorta di emblema della Repubblica fiorentina, imitato forse dal Leone di San Marco.

[210]. Abbiamo (Deliz. Erud., tomo XII, pag. 349) una descrizione delle Entrate e Spese tratta da questa del Villani, ma non però affatto inutile pe’ confronti.