[241]. Frammento di Cronaca stampato nella edizione di Donato Velluti. Firenze, 1731, pag. 148.

[242]. Rubr. 10 degli Ordinamenti di Giustizia dell’anno 1293. (Archiv. Stor., Nuova Serie, tomo I, pag. 58.)

[243]. Giornale Storico degli Archivi Toscani, vol. I, anno 1857. — Il Comune di Firenze aveva in Roma anche nell’assenza del Pontefice tre col titolo di protettori, ai quali nell’anno 1354 erano stanziati dal Consiglio del Capitano e Popolo Fiorentino 480 fiorini d’oro. (Carte del signor Giuseppe Canestrini a noi gentilmente comunicate.)

[244]. Stando a Lapo da Castiglionchio (Discorso, ec.; Bologna, 1753, in-4, pag. 128), in prima origine il Consiglio Generale sarebbe stato di quaranta, grandi e popolani.

[245]. Statut. Flor., tomo II, lib. 5, rubr. 5, pag. 491.

[246]. Statut. Flor., tom. I, pag. 145; e Statuto di Parte Guelfa, cap. 21, nel Giornale Storico degli Archivi toscani, vol. I.

[247]. Nell’intervallo però tra il 1335 e il 58 i Capitani troviamo essere ridotti a quattro, che due grandi e due di popolo. — Per una riforma del 1323 i nuovi Capitani sarebbono eletti da quelli che uscivano: coteste cose però variavano ad ogni tratto, e Lapo da Castiglionchio dice che erano essi eletti dal maggior consiglio della Parte e dal consiglio segreto dei 14. (Discorso, ec., pag. 128.) Abbiamo pure una deliberazione del 1316, per la quale i Capitani eleggono i cento consiglieri della Parte, dei quali sono ivi anche i nomi. — Tutto ciò mostra come il governo della Parte guelfa mantenesse le forme strette che si convengono ad un reggimento di oligarchi; e tali erano essi veramente.

[248]. Vedi cap. 16 degli Statuti di Parte Guelfa. «Come ogni anno si spenda in possessioni e in case la maggior quantità di pecunia che avere si potrà.»

[249]. Parole che accennano a una esperienza lungamente fatta, e quindi si deve gli ultimi capitoli di Giovanni credere opera di Matteo.

[250]. G. Villani, lib. XII, cap. 72, 79, 93. — Deliz. Erud., tomo XIII, pag. 314 a 28, e 339.