[271]. Erano prima venuti gli Ungheri in Italia per le guerre contro la regina Giovanna di Napoli. Tornava poi contro a’ Veneziani il re Lodovico l’anno 1356 fin sotto Trevigi. Del modo d’armarsi e di campeggiare di quella nazione, della moltitudine dei cavalli e dei cavalieri, e fin del vitto ch’essi usavano, è un bel ragguaglio in Matteo Villani (lib. VI, cap. 53-54).
[272]. Era la Compagnia del Cappelletto famosa in quei giorni: poi novera il Tronci le Compagnie dell’Aquila Bianca, dell’Aquila Balsana, delle Chiavi, del Grifon Bianco, del Grifon Staccato, del Leone di rissa, dei Pappagalli, del Pontedera, degli Spiedi, della Tavola Rotonda ec. (Annali Pisani, an. 1357.)
[273]. Quivi i soldati oltramontani ch’erano al soldo del Comune di Firenze avevano prima disegnato un altro Spedale pei malati della loro gente, come ne avevano uno in Pisa fondato da quelli che ivi dimorarono dopo la morte di Arrigo VII. (Passerini, Storia degli Stabilimenti di Beneficenza ec., pag. 217.)
[274]. Matteo Villani, lib. XI, cap. 16.
[275]. Vedi anche il frammento della Cronaca di messer Luca da Panzano. (Giornale Storico degli Archivi Toscani, tomo V, pag. 70.)
[276]. Antonio Pucci, che in ottave descrisse l’istoria di questa guerra contro Pisa, quanto a Pandolfo n’esce con dire: ch’egli ebbe animo perfetto; e contra sua voglia, per non avere genti, dovette starsi nelle castella; e che dipoi chiese licenza non senza cagione. (Cantare V, ottav. 30, 46. Deliz. Erud., tomo VI.) — Il Pucci fu autore anche del Centiloquio, pubblicato dallo stesso P. Ildefonso, vol. III. IV, V; ma non è altro che l’istoria di G. Villani rattratta in terza rima con buona lingua e cattivi versi.
[277]. F. Villani, continuazione del lib. XI di Matteo.
[278]. Contro ad essi Urbano V l’anno 1366 stringeva lega, egli per conto dello Stato della Chiesa, col Comune di Firenze e col popolo Romano e più altre città e Signori d’Italia. Andarono a questo effetto in Avignone Giovanni Boccaccio e Francesco Bruni: i negoziati per la lega e altri documenti che risguardano Urbano V sono da leggere nell’Archiv. Stor., tomo XV, e Appendice VII. Vedi anche il Diario di un Anonimo Fiorentino del secolo XIV nel vol. VI dei Documenti di Storia Italiana, pubblicati dalla Deputazione di storia patria.
[279]. Aveva per milleseicentoventi fiorini data in pegno ad un mercante fiorentino la sua corona imperiale, che andando a Roma recuperava col danaro dei Senesi. — Cronaca Senese di Neri di Donato, citata dal Sismondi, che espone a lungo i fatti di Siena e le mutazioni di quella Repubblica.
[280]. Vedi anche Bonincontri, Annales Samminiatenses in Muratori, S. R. I., tom. XXI.