[281]. Lo Stefani aggiunge un Brunelleschi ed un altro Adimari; noi diamo i nomi dalla Provvisione che ci ebbe comunicata il signor Canestrini, e che l’Ammirato aveva letta in originale. Per quello che spetta all’Acciaiuoli è da notare che Matteo Villani appare a lui molto devoto.
[282]. Ammirato, an. 1358.
[283]. Vedi Ammirato agli anni 1352-66, che sono postille di Scipione Ammirato il Giovine. Sarebbe mancata in quegli anni la persona del Capitano ma non cessato l’uffizio; nelle Provvisioni si vede il Consiglio del Popolo ritenere sempre il nome di Consiglio del Capitano.
[284]. Una Provvisione de’ 31 maggio 1359 annulla le fedi o attestazioni che taluni si avevano procacciate di buoni guelfi: una somigliante, scrive Gio. Morelli, averne avuta i maggiori suoi. Altra Riforma del 1361, 24 aprile, ordina: che agli scrutini dei maggiori uffici assistano quelli tra’ Capitani di Parte che siano di popolo, ed i Capitani che siano dei grandi agli scrutini per gli uffici dai quali non siano esclusi i magnati e gli uomini del contado (comitatini): che i Capitani grandi intervengano al Consiglio del Potestà cioè del Comune, ed i popolani intervengano al Consiglio del Capitano cioè del Popolo. Da un altro documento della Parte guelfa (12 dicembre 1366) apparirebbe che gli scrutini pe’ maggiori uffici della Repubblica fossero tenuti almeno per qualche tempo nel Palagio della Parte; ivi registrandosi le spese fatte «occasione scruptinei fiendi de Prioribus Artium et Vexilliferi iustitiæ, Gonfaloneriorum sotietatum et XV bonorum virorum in Palactio dictæ Partis de præsenti anno.»
[285]. Alcuni ne ha dati il P. Ildefonso ed altri ne abbiamo nel Diario di Anonimo Fiorentino, vol. VI dei Documenti di Storia Italiana.
[286]. «Come (restituire) il perdimento della libertà che tutte cose sormonta? Di quello che poco dire non si può, è meglio il tacere: e qui far fine si dee, e dar luogo a chi molto può e poco fa, et a molti offende. Anime tribolate, se potete, datevi in viaggio pace e buon piacere.»
[287]. Filippo Villani, cap. 65.
[288]. Provvisione dei 3 novembre e 8 dicembre 1366 e 26 maggio 1367.
[289]. Velluti, Cronaca, pag. 106, 111.
[290]. «Chi supplicasse, venga immediatamente scritto nei libri della Parte come Ghibellino ed inabile ad ogni ufficio; e il notaio della Parte intanto subito lo ammonisca: chi cancellasse dai libri quel nome sia punito come falsario coll’incendio delle sue case.»