[291]. «Quando ero fanciullo che uscivo dall’abbaco, circa 1363, ricordomi gridarsi da’ fanciulli dell’abbaco, quando uscivano: Vivano le berrette, che tanto vuol dire quanto: viva la portatura di uomini degni; Muoiano le foggette, che tanto voleva dire quanto: muoiano gli artefici e uomini di vil condizione. E nel 1378 si rivolse tal detto, e dicevasi: viva le foggette, e muoiano le berrette.» (Ricordi di Gino Capponi.)
[292]. Provvisione degli 11 luglio 1371.
[293]. Provvisione del 27 gennaio 1371 (stile fiorentino). — Vedi Appendice Nº VI.
[294]. P. Boninsegni, pag. 606.
[295]. «Fosti voi colui che ordinaste e dettaste quella utile legge e riformagione di Comune, che non permette che contro a Parte si faccia alcuna riformagione senza certa grande solennità.» (Lettera di Bernardo da Castiglionchio a Lapo suo padre, pubblicata insieme al Discorso.)
[296]. «Per certo i Fiorentini voleano del tutto rompere.» (Cronaca di Bologna in Muratori, S. R. I., tomo XVIII, pag. 498.)
[297]. È da vedere ampiamente svolto il concetto ghibellino risguardo al dominio temporale della Chiesa nel Chronicon Placentinum, in Muratori, S. R. I., tomo XVI, col. 528 e seg.
[298]. Il Bonincontri, Annales, pag. 23, scrive la distruzione degli Ubaldini avere destata la nimicizia del Legato contro ai Fiorentini.
[299]. «Negli anni 1346-7 essendo stata in Firenze grande carestia e mortalità e tremoti, novantaquattro mila persone avrebbero avuto il pane dal Comune.» (Giovanni Villani, lib. XII, cap. 73.) — E d’un’altra carestia poco sentita in Firenze vedi M. Villani, lib. III, cap. 56.
[300]. Cronichetta d’incerto, tra quelle stampate dal Manni; Firenze, 1733; pag. 102.