[301]. L’anonimo autore della Cronaca Pisana (S. R. I., tomo XV, pag. 1067) scrive, il Papa avere chiesto aiuto di danaro alle città di Firenze, Pisa e Siena, le quali erano seco in Lega; ma gli furono date parole: «che se prima le città di Toscana avessino mandato al Papa ottomila fiorini, il Papa non avrebbe fatto pace con i Signori di Milano, e la Toscana sarebbe rimasa in pace.»

[302]. Andando a morte, furono attanagliati per le vie della città e da ultimo sepolti vivi col capo all’ingiù, che dicevano propagginare. Questo barbaro modo di pena, riferito nella Cronichetta d’incerto (Firenze, 1733, pag. 203), e dal Monaldi nel Diario (con le Storie Pistolesi, Firenze, 1733) è tra le accuse ai Fiorentini date nel Breve di Gregorio XI. (Raynaldi, Annales, tom. VII, pag. 278.) Quivi e dal Monaldi è detto il prete essere monaco. — Abbiamo il processo di quei due pubblicato dal signor Alessandro Gherardi (Archivio Storico Italiano, Serie 3ª, tomo X, parte I, pag. 1 a 23).

[303]. Il signor Alessandro Gherardi pubblicava tutta quella parte degli Atti del Comune la quale risguarda a questa guerra e al magistrato degli Otto, preceduta da una sua Memoria. (Archivio Storico, tomi VI e VII, Serie 3ª.)

[304]. G. Villani, lib. XII, cap. 43, 58, e Marchionne Stefani, lib. VIII, rubr. 616 e 628. — Mentre fu in Roma Urbano V, la Signoria ebbe cura di sospendere per sei mesi ogni statuto che andasse contro alle ecclesiastiche libertà; ed assegnava compensi ai Frati mendicanti e agli Spedali per le gabelle pagate alle porte della città, con altri provvedimenti che l’Ammirato registra sotto gli anni 1367-68.

[305]. Tommasi, Storia di Lucca (Archiv. Stor., tomo X, pag. 254). — Pisa rifiutava la lega a’ 5 dicembre 1375 (Roncioni, Istorie Pisane in Arch. Stor., tomo VI, parte I, pag. 921), ma v’entrava con le altre a’ 12 marzo 1376: bensì una lettera di Coluccio Salutati (Colucii Epistolæ, tomo I, pag. 84) non ha i Pisani ed i Lucchesi tra’ collegati ai quali sono in quella lettera assegnate le rate che ognuno doveva pagare per le spese della guerra; e in quanto a queste due città è da vedere la lettera ai Lucchesi di santa Caterina che ha il n. 206 nella edizione del Gigli. E pure la Cronaca Pisana di Ranieri Sardo (Arch. Stor., tomo VI, parte II, pag. 289 a 94); e la Cronaca Senese di Neri di Donato, in Muratori, S. R. I., tomo XV, pag. 245 e seg.

[306]. Domenico Boninsegni, Storia Fiorentina, pag. 367-68.

[307]. Marchionne Stefani, lib. IX, pag. 144.

[308]. D. Boninsegni, pag. 565.

[309]. Raynaldus, tomo VII, pag. 278.

[310]. Si legge pure (Marchionne Stefani, rubr. 836, tomo XV) che «essendo al Concistoro il Papa co’ Cardinali, e cominciato a leggere il processo, un prete ch’era colla moltitudine a vedere, gli si diè il mal maestro (epilessia). Messer Donato cominciò a gridare: guardatevi dinanzi, chè il Santo Padre vegga. Ogni uomo si cessò; egli si trasse innanzi, e non disse Santo Padre, ma — Messere, guardate come li vostri famigli e clientoli cominciano a stramazzare per la ingiusta sentenza, innanzi ch’ella sia letta; pensate che seguirà, letta: eh perdio non date sì ingiusta sentenza, come questa è! — con tanto ardire e franco animo che ogni uomo si maravigliò; ed il Papa turbato delle parole, se non fosse stato raffrenato, gli avrebbe fatto villania. Donato gridava, che la morte era acconcio a soffrire per non tacere la ingiusta condannagione contro al Comune di Firenze; e molto prima avea rimediato con umiltà infino a quello punto, quanto uomo avesse potuto fare.»