Non guardate al nostro error.»

Vedi anche Lionardo Aretino, sul principio del lib. XII.

[97]. Afferma il Corio, che Francesco Gonzaga si riconobbe feudatario del Duca di Milano, e di ciò furono celebrati solenni e pubblici istrumenti.

[98]. Vedi nella Cronaca di Giovanni Morelli, pag. 309, una satirica descrizione della spedizione di Roberto, e della privata diplomazia che facevano i mercanti fiorentini residenti in Alemagna, promettendo a Firenze grandi cose dell’Imperatore, e a questo danari senza averne dalla Repubblica il mandato. — Vedi poi tutta la legazione di Bonaccorso nella Cronaca scritta da lui, e le molte andate e venute in Alemagna e a Venezia, a motivo di danaro che facesse muovere l’Imperatore; il quale onorava Bonaccorso ed i fratelli suoi d’insegna data da lui e del titolo di Conti Palatini.

[99]. Cronaca di Gio. Morelli, pag. 314 e seg. — Minerbetti, an. 1401-2, e Boninsegni, Storie.

[100]. Lionardo Aretino, fine dell’Istoria. — Corio, Storia di Milano, part. IV.

[101]. Legazione a Roma di Iacopo Salviati con Maso degli Albizzi. (Deliz. Erud., tomo XVIII, pag. 214.) — Iacopo fu anche Capitano delle genti che andarono contro agli Ubertini e ai Conti da Bagno. (Ivi, pag. 220 e seg.) — Vedi anche la Commissione di Rinaldo degli Albizzi quando era Potestà di Rimini, vol. I. (Documenti di Storia Italiana, pubblicati a cura della R. Deputazione di storia patria ec.)

[102]. Malavolti, Storie di Siena.

[103]. Corio, Storia di Milano. — Minerbetti, Cronaca, an. 1403-4.

[104]. Bartolommeo da Scorno dovette pagare 25 mila fiorini d’oro, ed a Gherardo di Compagno, altro ricchissimo cittadino, furono dati tratti di corda finchè non ebbe messo fuori quanti danari egli si avesse. (Diceria in fino de’ Commentari di Gino Capponi.)