[323]. Il Machiavelli scrive, in tutta quella famosa giornata non essere morto che un uomo solo caduto a terra e calpesto dai cavalli: ma Flavio Biondo forlivese, ch’era in quei tempi segretario del Papa, conta dei Ducheschi essere stati uccisi sessanta e quattrocento feriti; degli altri dugento, e dieci morti, secento cavalli distesi al suolo dalle artiglierie, e Astorre Manfredi rimasto prigione dopo essere stato ferito d’un colpo di lancia nell’anguinaia. — «Andiamo al Borgo e crediamo che s’arà oggi, perchè non c’è persona: faremo il me’ potremo, col Legato.» — «Niccolò Piccinino ha passato l’Alpe: crediamo per ire a Bologna, benchè alcuni dicano a Perugia.» (Lettera de’ Commissari, 1º luglio.) — Una lettera di Micheletto a Cosimo è tra i documenti de’ quali abbonda la Vita di Cosimo pubblicata dal Fabroni, pag. 147. — Vedi Commentari di Neri Capponi e tutti gli storici. — Simonetta, Hist. Francisci Sfortiæ, lib. 6 (in Muratori, R. I. S., tomo XXI.) — Leonardo d’Arezzo pone termine ai Commentari suoi tenendosi da molto per essere stato uno dei Dieci quando si ottenne quella vittoria.
[324]. Cavalcanti, capitolo ultimo del lib. XIV. — Intorno al bando e poi alla morte di Rinaldo è da vedere il libro delle Commissioni sue più volte citato; tomo III in fine.
[325]. Questo scrive Neri nei Commentari; ma in una Lettera ai Dieci del 1º luglio i Commissari scrivevano dal campo felicissimo: «In questo punto ci è ch’e’ Borghigiani hanno gridato Viva la Chiesa, e messo dentro i nostri.»
[326]. «Avvisiamovi che abbiamo avuto Monterchi, Valialla e Monteagutello, e che all’Anfrosina consentivano licenza andasse ove volesse: la roba sua gli hanno vituperato gli uomini di Monterchi; alla quale cosa ne serrai gli occhi, perchè maggior nimicizia tra loro rimanga.» (Lettera di Bernardetto de’ Medici ai Dieci, 4 luglio.)
[327]. «Il Conte di Poppi ci mandò chiedendo salvocondotto per due ambasciatori che volea mandare a Firenze, e sperava avere grazia che almanco la casa sua di Poppi rimanesse alle sue femmine; che si rendeva certo, che se non meritavano grazia i maschi, alle femmine non sare’ dinegato.» — «Rispondemmo che a Firenze non bisognava mandare: al tutto la tagliammo, consigliando gli uomini di Poppi a pigliare partito, dichiarandogli che se non facessino tosto, avevamo in commissione mettergli a saccomanno, e dare ducati diecimila alla gente d’arme di bene andata se lui ne dassino, e ducati quindicimila a chi dessi preso o morto niun de’ figliuoli; e così si farebbe bandire stasera.» (Lettera de’ 25 luglio.) — Altra de’ 31: «Quest’ora il Conte di Poppi e figliuoli e figliuole con loro robe si sono usciti di Poppi, e noi vi siamo entrati, ed egli potrà ire a uccellare il can da rete; e proverà quello che è tradire la Signoria vostra, por modo fia esempio agli altri.»
[328]. Neri Capponi, Cacciata del Conte di Poppi.
[329]. Simonetta, Hist. Francisci Sfortiæ, lib. V. — Commentari di Neri Capponi. — Poggio, Storie, lib. VIII. — Machiavelli, lib. VI.
[330]. Cavalcanti, lib. VIII, in più luoghi.
[331]. Cavalcanti, tomo II, pag. 162. — Machiavelli, lib. VI. Intorno all’Annalena, vedi Giornale storico degli Archivi Toscani (tomo I, pag. 42 e seg.); e intorno a Baldaccio, un articolo del signor Passerini (Archivio Storico, tomo III, pag. 2, anno 1866).
[332]. «Le cagioni non furono note, perchè fu opera segreta e fatta quasi in istanti: ma era huomo di grande animo e di gran condotta, e temuto da molti.» Storie di Domenico Boninsegni.