[343]. Cambi, Storie, pag. 231.

[344]. Canestrini, La Scienza e l’Arte di Stato, parte I: L’imposta sulla ricchezza mobile ec., pag. 213.

[345]. Idem, pag. 170.

[346]. Naldo Naldi, col. 348; e Vespasiano, Vita di Giannozzo Manetti, pag. 590.

[347]. Cavalcanti, Seconda Storia, pag. 198.

[348]. Cavalcanti, Seconda Storia, pag. 206.

[349]. Idem, pag. 188.

[350]. Cavalcanti, pag. 200 e seg.

[351]. Vespasiano da Bisticci, che scrisse tra le altre la Vita di Bartolommeo Fortini (Archiv. Stor., tomo IV, parte I, pag. 379), dice ch’egli ebbe il confine perchè era stato eletto degli ufiziali del Monte; e uno dei potenti ci voleva entrare lui. — Dello stesso Vespasiano abbiamo pure la Vita di ser Filippo Pieruzzi di ser Ugolino, che fu integro e dotto uomo.

[352]. Uno di questi, Domenico di Matteo di ser Michele da Castel Fiorentino, viene descritto dal Cavalcanti con le seguenti parole: «costui è villano, iniquo e superbo, mancatore di sua fede, barattiere, accettatore di presenti. Egli è lungo e sottile, la voce femminile, le gambe spolpate; misero ne’ fianchi, e guardo acuto: stretto nelle spalle, biancastrino e povero di barba; il volto colorito di lebbroso segno: l’andatura sua rara, col petto in fuori più che non richiede la sua lunghezza.» Tomo II, pag. 194.