[413]. Morelli, Ricordi.
[414]. Rinuccini ed altri. — Dice l’Ammirato, Luca essersi tolta per impresa una bombarda, volendo significare che siccome questa, dove gli sia dato fuoco, trae fuori una palla, così egli poteva cacciare via le palle, arme dei Medici.
[415]. Machiavelli, lib. IV.
[416]. La descrizione di quei ricevimenti fatti ad onore di Pio II è da vedere nelle Delizie degli eruditi, tomo XX, pag. 368: l’autore, che si compiace di quella magnificenza, è pure offeso dalle profanità troppo boriose che vi si mescolavano. — Quelle pompe furono anco descritte in terza rima. (Rer. Ital. Script., nel secondo dei due tomi aggiunti in Firenze, pag. 719.)
[417]. «Era molto umile in ogni sua cosa; la camera dov’egli dormiva, v’era un letticciuolo da frate ed una sedia di legno vecchia, con un poco di desco al dirimpetto dov’egli stava a comporre le sue opere, e mai perdeva un’ora di tempo. — Non avea masserizie in casa, se non tante che furono istimate alla morte sua centoventi lire.» (Vespasiano, Vita dell’Arcivescovo Antonino.)
[418]. Questo mi pare che si argomenti da una pia opera in volgare che il signor Palermo pubblicava (Firenze, 1858), e che potrebb’essere di sant’Antonino.
[419]. Vespasiano, nella Vita d’Antonio Cincinello, narra il caso pietoso d’una donna figlia di Rinaldo degli Albizzi e nuora di Rinaldo Gianfigliazzi; alla quale povera e nell’esilio abbandonata insieme ad un figlio suo, parvero grande sussidio pochi ducati venuti ad essa in elemosina.
[420]. In tutto quel fatto la maestria politica dei Veneziani si trova descritta negli Annali di Domenico Malipiero. (Archivio Storico, tomo VII, pag. 1.)
[421]. A questo punto dell’istoria noi rimanghiamo con poco sussidio di contemporanei, avendo cessato con l’anno 1447 il Cavalcanti, e prima del 57 i Commentari di Neri Capponi. Finisce con l’anno 1460 il Boninsegni, e tace la prima parte delle Istorie che vanno col nome di Giovanni Cambi, per indi ripigliare col 1480 la parte descritta da lui testimone; e finiscono i Ricordi di Filippo Rinuccini, continuati però con maggiore ampiezza dal figlio Alamanno.
[422]. Il Fabroni pubblicava le note di Piero per le spese fatte nei funerali del padre e negli uffici e limosine, e per vestire a bruno gli uomini e donne della famiglia, e i fattori e i servi. Stanno con questi i nomi di quattro schiave. Lo stesso autore ci diede (pag. 214) il contratto di compra di una schiava circassa per conto di Cosimo dei Medici l’anno 1427 in Venezia, per mano di Giovanni Portinari, il quale pagava sessantadue ducati d’oro, prezzo della schiava.