[423]. Vedi le lettere a Piero de’ Medici, del Papa e del Re di Francia, Luigi XI, più altre poi d’uomini letterati — Abbiamo anche una bella lettera di Piero intorno agli ultimi giorni del padre. (Fabroni, Documenti, pag. 251.)
[424]. Mémoires de Phil. de Comines, lib. VII, cap. V. — E innanzi avea detto: «Cosme de Médicis, homme digne d’être nommé entre les très-grands; et en son cas qui estoit de marchandise, etoit la plus grande maison qui je croy qui jamais ait ésté au monde: car leurs serviteurs et facteurs ont eu tant de crédit, soubs couleur de ce nom Medicis, que ce seroit merveilles à croire a ce que j’en ay veu en Flandre et en Angleterre.»
[425]. «Non fu anno che non spendesse in muraglie quindici ovvero diciotto migliaia di fiorini. — Nel palazzo di Firenze 60 mila; nel chiostro e parte della chiesa di San Lorenzo, 70 mila. In San Marco ne avea spesi 40 mila, e non bastarono; nella Badia di Fiesole 80 mila.» (Vespasiano, Vita di Cosimo.) — Il Fabroni pubblicava un lodo per le divise tra’ due rami usciti da Giovanni di Bicci, nel quale è detto che le spese fatte da Cosimo nelle chiese di Santa Croce, dei Servi, di San Miniato al Monte e di Camaldoli nel Casentino, oltre a quelle notate nel testo, sieno portate sulla parte sua, sgravandone quella dei figli di Lorenzo. — In certi Ricordi il Magnifico scriveva: «Gran somma di danari trovo che abbiamo spesi dall’anno 1434 in qua fino a tutto il 1471. Si vede somma incredibile, perchè ascende a fiorini 663,755 tra limosine, muraglie e gravezze, senza l’altre spese; di che non voglio dolermi: perchè quantunque molti giudicassin meglio averne una parte in borsa, io giudico esser grande onore allo stato nostro, e paionmi ben collocati, e sonne molto ben contento.» (Lorenzo Medici, Ricordi. Fabroni, pag. 47.)
[426]. «Tolsi quarantacinque scrittori e finii volumi dugento in mesi ventidue.» Dallo stesso Vespasiano abbiamo l’elenco dei codici antichi fatti copiare da lui; un catalogo della biblioteca lasciata da Cosimo e che è nell’Archivio Mediceo, parve al Fabroni troppo lungo perchè lo stampasse. Per la Chiesa di San Lorenzo faceva scrivere ed abbellire di miniature trenta libri corali; altri per San Marco, ec. — L’inventario delle gemme incise e vasi e medaglie e gioie trovate nell’eredità di Cosimo dei Medici, aggiugne alla somma di 28 mila 423 fiorini, senza gli argenti e mobilia. (Fabroni, pag. 231.)
[427]. Guicciardini, Opere inedite, tomo III, pag. 8.
[428]. «Si vinse che le borse si serrassino e tornassesi alla sorte, la quale è molto grata a tutti generalmente, cioè quella de’ tre maggiori, Signori, Gonfaloniere e Dodici: che prima le tenevano a mano cinque cittadini, ed era de’ Signori chi egli disegnavano; e ora si cominciò a trarre a sorte. E’ Priori per novembre e dicembre 1465 feciono squittinio de’ tre maggiori. Cominciò agli 8 dicembre e finì a’ dì 30 detto. Furono in numero di 537, in tutto con priorati e magistrati e consoli, e con cinque accoppiatori, fatti per detto squittinio, che furono di più favore, ec. I Signori per gennaio e febbraio 1465-66 cominciarono lo squittinio dei capitani di Pisa, e potestà solo, e poi il partito chiamato gli otto uffici di dentro, poi undici uffici di fuori, poi provveditorati e riformatori e legionarii direttori, poi el marzocchio, e poi capitano di galere, e poi uffici di notai.» (Morelli, Ricordi, pag. 181.)
[429]. Guicciardini, Opere inedite; Storia Fiorentina, cap. II. — Machiavelli, lib. VII. — Ammirato, lib XXIII.
[430]. I Fiorentini, volendo al solito mandare galere in Levante per la tutela dei loro traffici, la Repubblica di Venezia si opponeva a ciò, allegando che i Turchi se l’avrebbono prese, usandole ai danni della cristianità: e avendo i Fiorentini risposto, che ad ogni modo le manderebbero; il Senato facea replicare, che il comandante dell’armata loro aveva piena balìa, e qualunque cosa egli facesse delle galere non se ne impacciavano. (Ricordi di Alamanno Rinuccini, anno 1463.)
[431]. Carlo Rosmini nella Storia di Milano purgava a sufficienza Francesco Sforza da quell’accusa per via di autentici documenti. Vedi pure quelli pubblicati dal Canestrini, Archivio Storico, tomo XV.
[432]. Guicciardini, Storia di Firenze, XIX.