[453]. La Giostra di Lorenzo fu cantata in terza rima da Luca Pulci con minutezza istorica e scarsa vena di poesia.

[454]. Fabroni, Documenti, pag. 42.

[455]. Niccolò Valori, Vita di Lorenzo.

[456]. «Per fare il debito nostro donammo alla Duchessa una collana d’oro con un grosso diamante, che costò circa ducati tremila; donde ne seguitò dipoi, che il prefato Signore ha voluto che battezzi tutti gli altri sua figlioli.» (Ricordi di Lorenzo; vedi Fabroni, pag. 54.)

[457]. Morelli, Ricordi (Deliz. Erud., tomo XIX). — Ricordi di Alamanno Rinuccini. — Guicciardini, Opere inedite, tomo III, cap. 3. — Ammirato, Storie, lib. XXIII.

[458]. Lettera di Piero dei Medici al figlio Lorenzo. (Fabroni, Docum. pag. 30.)

[459]. Rinuccini Alamanno, pag. 116.

[460]. Guicciardini, Opere inedite, tomo III, pag. 29. — A guerra finita il Malipiero scriveva: «Questo successo ha dispiaciuto alla Signoria (di Venezia), perchè continuando la guerra tra Volterra e Firenze se podeva solevar qualche novità in quella terra, e’ fuorusciti aiutati da Volterra saria entrati in Fiorenza.»

[461]. «Ricordovi quando fu el sacco di Volterra, che ogni uomo pubblicamente, massime e’ Venti, mostravano buona disposizione; ma se noi non trovavam modo a trarre e’ cento mila fiorini dal Monte, se avessimo avuto a far prova di più difficil cosa, credo l’aremo veduta cattiva.» (Lettera di Lorenzo. Vedi Fabroni, pag. 62 e seg.)

[462]. Vespasiano, Vita di Federigo. — Machiavelli, lib. VII. — Ammirato, lib. XXIII. — Lettera di un Inghirami a Lorenzo; vedi Fabroni, pag. 63. — Antonio Ivani scrisse in latino un Commentario di quella guerra. (Rerum Ital. Script., tomo XXIII.) — Comprò la Repubblica e donò a Federigo il bel palagio di Rusciano in pian di Ripoli, cominciato da Luca Pitti: questi si trova essere stato uno dei Venti.