E tornati, che’ Signori sono, vanno a offerere tutti i corsieri, che sono venuti per correre il Palio, e dopo loro tutti i Fiamminghi, e Bramanzoni, che sono a Firenze tessitori di panni di lana, e dopo questi sono offerti dodici prigioni, i quali per misericordia sono stati tratti di carcere per li opportuni consigli a onore di San Giovanni, i quali sieno gente miserabili, e sienvi per che cagione si voglia.

Fatte queste cose e offerte, uomini, e donne tornano a casa a desinare, e come ho detto, per tutta la città si fa quel dì nozze, e gran conviti con tanti pifferi, suoni, e canti, e balli, feste e letizia, e ornamento, che pare, che quella Terra sia il Paradiso.

Dipoi dopo desinare passato il mezzo dì, e la gente s’è alquanto riposata, come ciascuno s’è dilettato, tutte le donne, e fanciulle ne vanno dove hanno a passare quelli corsieri, che corrono al Palio, che passano per una via diritta per lo mezzo della città, dove sono buon numero d’abitazioni, e belle case, ricche, e di buoni cittadini, più che in niuna altra parte, e dall’uno capo all’altro della città per quella diritta via piena di fiori sono tutte le donne, e tutte le gioie, e ricchi adornamenti della città, e con grande festa, e sempre vi sono molti signori, e cavalieri, e gentiluomini forestieri, che ogni anno delle terre circostanti vengono a vedere la bellezza, e magnificenza di tale festa, ed evvi per detto corso tanta gente, che par cosa incredibile, di forestieri, e cittadini, che chi non lo vedesse, non lo potrebbe credere, nè immaginare.

Dipoi al suono de’ tre tocchi della campana grossa del Palagio de’ Signori, i corsieri apparecchiati alle mosse si muovono a correre, ed in sulla torre si veggono per li segni delli ragazzi, che su vi sono, quello è del tale, e quello è del tale, venuti da tutti i confini d’Italia i più vantaggiati corsieri barbereschi del mondo, e chi è il primo, che giugne al palio, lo guadagna, il quale è portato in sur una carretta triunfale con quattro ruote adorna con quattro lioni intagliati, che paiono vivi, uno in sur ogni canto del carro, tirato da due cavalli covertati col segno del Comune loro, e due garzoni, che gli cavalcano, e guidano; il quale è molto grande, e ricco palio di velluto chermisi fine in due pali, e tra l’uno e l’altro uno fregio d’oro fine largo un palmo foderato di pance di vaio, e orlato d’ermellini infrangiato di seta, e d’oro fine, che in tutto costa fiorini 300 o più, ma da un tempo in qua s’è fatto d’alt’e basso broccato d’oro bellissimo, e spendesi fiorini 600 o più.

Tutta la gran piazza di San Giovanni, e parte della via è coperta di tende azzurre con gigli gialli, la chiesa è una cosa di maravigliosa figura; ed altro tempo richiederà a parlare d’essa, quando aremo a dire degli ornamenti di quella città. (Questo l’autore non fece mai.)

Nº VI. (Vedi pag. [170].)

Vogliamo qui dare l’elenco delle Ambascerie e Commissioni affidate a Rinaldo degli Albizzi, che si leggono per disteso nella più volte citata pubblicazione del signor Guasti. A noi giovano come saggio della politica operosità di quegli anni e del grande credito di cui godeva Rinaldo in Firenze.

I.

1399, 23 luglio.

Mandato a Montalpruno per l’edificazione d’una bastia.