TRE LETTERE DELLA SIGNORIA DI FIRENZE A NERI CAPPONI, ORATORE A SIENA, PER IL CASO DI BROLIO. OTTOBRE 1434.
(Dal Registro originale ad an. nel R. Archivio di Stato.)
Nerio Gini.
Karissimo nostro. Noi siamo avisati da te della perfecta dispositione et optima volontà de la Signoria di Siena, et quanto cordialmente dispiace loro il caso di Brolio. Et quanto se offerano con ogni loro possa per correggier questo scandolo. Commendiamo la tua diligentia, et siamo più che certi de la perfecta volontà di cotesti magnifici Signori et karissimi fratelli nostri. Et perchè queste sono cose che al tutto bisogna che sieno corrette et gastigate, sì per honore di Comune, sì etiandio per dare exemplo agl’altri che non ardischino d’atentare simile materia, ci pare necessario di ragunare le forze et monstrare a messer Antonio l’error suo. Et pertanto sarai con cotesti magnifici Signori et ringrazierali de l’offerte per parte di questa Signoria, et richiederali che voglano concorrere insieme con noi colle forze loro, o almeno con parte d’esse forze, acciò ch’el caso di messer Antonio si corregga, o per forza, se lui vorrà pure perseverare nella sua audacia, o per altra via; perchè non dubitiamo che, vedendo messer Antonio le forze de’ Sanesi et nostre concorrere contra lui, piglerà partito di levarsi da tale temerità. Intorno a questa parte d’aver le forze di cotesta Signoria, metterai ogni diligenza; chè non dubitiamo sarà facile, vedute le proferte loro et la loro optima dispositione. Oltra di questo richiederai cotesti magnifici Signori che voglano in tutte l’altre cose apartenenti a correptione di questo facto procedere, et con restrignere i congiunti di messer Antonio et con fare gl’altri rimedii che si soglon fare contra i citadini inobedienti et concitatori di scandoli et di brighe. Noi da l’altra parte manderemo et genti d’armi et fanti a piè et provederemo a tutte le cose oportune per raquistare il Castel nostro, occupato sotto nostro salvocondotto sanza alcuna lealtà o fede; però ch’el nostro honore richiede che così facciamo, nè vediamo poter fare di meno. Dat. Florentie, die XII octobris 1434.
Nerio Gini.
Karissimo nostro. Per l’altra lettera ti scriviamo quanto in verità richiede l’onor del Comune nostro, et così voglamo che tu mandi ad executione. Pur nientedimeno nel segreto, ci pare che, potendo acconciare la cosa per via di concordia sanza entrare in briga d’avere a metter campo et simili cose, sia miglior partito et molto più utile. Et pertanto, quello che ti scriviamo ne l’altra lettera, sia aperto et in dimostratione. Et s’elli s’adopera quella via, adoperisi ad effecto che l’amico discenda a voler lasciare i’ luogo di concordia. Et nientedimeno, per tutte l’altre vie che ti paiono verisimili et apte a partorir concordia, seguiterai, perchè nel vero è pur utile non avere a far pruova. Et se pure tu diliberi d’andare personalmente, guarda di giucar del sicuro.
Hora, tu se’ molto intendente, adopera come tu credi che ben sia. Dat. Florentie, die XII octobris 1434.
Nerio Gini.
Noi abbiamo questa mattina una tua lettera de’ dì XIII et hieri n’avemo una de’ dì XII a hore XVI, et abbiamo le copie de le lettere scripte a messer Antonio et de le sue risposte, et anchora la copia de la lettera scripta a te. Tutto raccolto comprendiamo che lui desideri sommamente l’acordo. Per la tua ultima ci chiedi risposta. Noi ti rispondemo a’ dì XII, et mandamoti le lettere per Victorio nostro cavallaro. Sì che noi teniamo che a dì XIII di buona hora, tu dovessi havere la risposta che tu cerchi da noi; et quanto allora ti scrivemo manderai ad executione. Quelle ti mandamo per Victorio furono due lettere. Ne la prima ti commettavamo che tu richiedessi la Signoria di Siena delle loro forze et genti per strignere messer A. a lasciar quello luogo o torglele per forza, et simile che tu richiedessi la Signoria di Siena a procedere contra messer A. et contra le cose sue et suoi congiunti. Nè l’altra lettera era in secreto, che a noi pareva più utile seguitare la via de l’acordo per non avere a entrare in difficultà di por campo etc. Hora questo era l’effecto de le due lettere sotto brevità; et così metterai ad executione. Parlandosi d’acordo, monsterrai fare da te et non per nostra commissione, et monsterrai questi essere tuoi pensieri et tuoi avisi. Veggiamo che tu aspecti risposta da’ Sanesi, et pensiamo che da messer A. tu harai con buono modo già sentito et tastato dove gli va il pensiero. Di tutto aspectiamo aviso da te, et tu colla tua usata prudentia seguita in quel modo ti parrà più utile. Et di costì non partirai sanza nostra licenza. Dat. die XIIII octobris 1434.