Medici Alessandro. Ottiene uno Stato nel Regno di Napoli, C 147. Viene in Firenze, 167. Si accenna alla falsa voce ch’egli fosse figliuolo di Clemente VII, 226. Onori fattigli in Firenze, 316. Gli è conferito lo Stato con diploma dell’Imperatore, ivi. Assiste alla promulgazione del diploma, 318. Visitato dalla Signoria, ivi. Fatto signore assoluto di Firenze, 325-327. Suo governo, 327. Sua morte, 328. — Ved. Margherita ec. Medici Ippolito.
Medici Antonio, B 377.
Medici Averardo, B 168. Oratore a Ferrara, 177. Fautore dell’impresa contro Lucca, 188. Fa richiamare dal campo Astorre Gianni, 191. Ricordato in una lettera di Rinaldo degli Albizzi, 205. Brano di una di Cosimo de’ Medici a lui, 208. Confinato, 213, 214. Muore, 248.
Medici Bartolommeo. Rivelatore di una congiura, A 312.
Medici Bernardetto. Commissario in campo contro Niccolò Piccinino, B 268-269. Premiato dalla Repubblica, 272. Fatto sostenere da Eugenio IV, 288. Commissario in campo contro Alfonso I d’Aragona, 292, 293.
Medici Bianca. — Ved. Pazzi Guglielmo.
Medici Caterina. Data certa della sua nascita, C 145. È nel monastero delle Murate, 267; donde è trasferita in quello di Santa Lucia, da Salvestro Aldobrandini, ivi, 268. Clemente VII ordina gli sia mandata in Roma, 313.
Medici Clarice, C 119. Moglie di Filippo Strozzi, 166. Sue fiere parole a Ippolito de’ Medici e al Cardinal Passerini, 212-213.
Medici Contessina. — Ved. Ridolfi Piero.
Medici Cosimo. Rimprovera a Giovanni suo padre di non farsi più vivo nei negozi della Repubblica, B 168. Dei Dieci della guerra, 188. Oratore a Venezia, 207. Pratiche appostegli contrarie all’impresa di Lucca, ivi. Sue lettere ricordate, 208 e segg. Posta del suo capitale in commercio, 208, 209. Favore da lui goduto in Firenze; suoi viaggi e sue parentele e aderenze; suo carattere e sue vedute, 208-210. Siede con Rinaldo degli Albizzi in una Pratica eletta dalla Signoria, 211, 212. È imprigionato, poi confinato a Padova, 212-216. Onori che riceve nell’esilio, 220, 221. Gli è tolto il bando, 225. Suo ritorno in patria, 226, 227. Suoi detti, 246, 247. Suoi Ricordi citati, 248. Arde di voglia di acquistar Lucca alla Repubblica, 255. Ambasciatore a Venezia, 256. Comincia a alienarsi dai Veneziani, 257. Gonfaloniere, 259. Sue risposte a Rinaldo degli Albizzi e agli altri fuorusciti, 263. Promette di maritare Piero suo figliuolo a una figliuola del Conte di Poppi, poi rompe le pratiche, 267. Consapevole della trama ordita contro Baldaccio d’Anghiari, 377. Teme la riputazione di Neri Capponi e s’adopra ad abbassarlo, 278. Gonfaloniere, 284. Arbitro nelle differenze tra Eugenio IV e Francesco Sforza, 287. Gran fautore di quest’ultimo, 297, 298. Mezzi ch’egli adopera per somministrargli denari, 300. Va oratore a lui, 303. Percuote con le gravezze i suoi avversari, 312-313. Che vie tenesse a farsi capo della Repubblica, 315, 316. Come vivesse con Neri Capponi, 317. Muore, e onori resigli, 326. Sue doti, vita e costumi e sua magnificenza, 326-328. Il suo tempo, e protezione da lui accordata agli studi, 329-331. — Ved. Eduardo IV. Gerusalemme. Medici Lorenzo di Giovanni. Niccolò V. Sforza Galeazzo Maria Venezia.