Petrucci Antonio. Oratore dei Senesi alla Repubblica, B 193. Munisce Lucca assediata dai Fiorentini, ivi. Tende insidie ai loro oratori andati a Niccolò V, B 290-291. Lettere della Repubblica ai Senesi relative a lui, 542-544.

Petrucci Cesare. Potestà di Prato, B 250. Gonfaloniere al tempo della Congiura de’ Pazzi, 374, 375.

Petrucci Pandolfo. Amico dei Fiorentini, C 64, poi trama contro di loro, 77.

Piagnoni. Così detti i devoti del Savonarola, C 47. Sopraffatti dai loro avversari, 53. Parteggiano dopo la cacciata d’Ippolito e Alessandro de’ Medici, 216. Prodi nell’armi, 234. Loro fede incrollabile nella libertà della patria, 295.

Piano (del). Così è chiamata la parte dei Medici, opposta a quella del Poggio, loro nemica, B 333.

Picchena (Signori di). Il loro castello è smantellato, A 395.

Piccinino Niccolò. Al soldo della Repubblica, B 170, 171. Lascia i suoi servigi, 171, 172. Rompe il campo dei Fiorentini, 196. Espugna alcune castella del loro dominio, 198. Congiura contro lo Stato della Repubblica e contro Eugenio IV, mentre era in Firenze, B 249. Sconfitto da Francesco Sforza e Neri Capponi, 254. Sua vana impresa contro Firenze, 265-268. È di nuovo sconfitto, 269-270. Sua risposta a una lettera di Giannozzo Manetti, 287.

Piccolomini Enea Silvio. Viene in Firenze, B 306. — Ved. Pio II.

Pico Galeotto, signore della Mirandola. Al soldo dei Fiorentini, B 418.

Pico Giovanni della Mirandola, B 427. Sepolto in San Marco di Firenze, 443. Suo giudizio di Lorenzo de’ Medici come scrittore, 444; di Dante e del Petrarca, 446. Impressione che riceve da una predica del Savonarola, C 30.