Pisa (da) Niccolò, capitano di ventura, B 265. Va con Neri Capponi contro il Conte di Poppi, 271.

Pisani. Regalano ai Fiorentini due colonne di porfido tratte dall’isola di Maiolica, A 12. Insieme con loro fanno guerra ai Lucchesi e Senesi, 13. Si collegano con la Repubblica, 14. In guerra con essa, 30, 31. Patti imposti loro dai Fiorentini, 39. Pace tra le due Repubbliche, 96. Nuova pace, 207. Rompono loro la guerra per toglierli dal possesso di Lucca, 220. Mandano aiuti in Firenze contro il Duca d’Atene, che vengono rimandati, 234. Nuova guerra tra essi e i Fiorentini, 300 e segg. Fanno lega con loro, 324. Sottoposti all’interdetto per cagione dei Fiorentini in guerra col Papa, 328. Pratiche e imprese dei Fiorentini contro di loro, B 95 e segg. Vengono in potere della Repubblica, 111, 112. Feste che si fanno in Firenze per tale acquisto, 116. Molti di loro con le famiglie costretti a venire in Firenze, 117. Loro condizione sotto il dominio della Repubblica, ivi, 118. Loro inutili sforzi per ridursi in libertà, 197. Quello che facesse per essi Lorenzo de’ Medici, B 426. Scuotono il giogo della Repubblica col favore di Carlo VIII, C 13, 14. Donde abbiano aiuti e loro provvedimenti, 19. Guerra tra essi e la Repubblica, 34-36, 64-70, 73-74, 97, 98, 104-106. Si arrendono, 106. Anche la loro fortezza torna in mano dei Fiorentini, 218. Non oppongono resistenza alle armi di Carlo V, 311.

Pistoia. Segue parte ghibellina, A 37. È in lega coi Fiorentini, 47, 67. Vi è potestà Giano della Bella, 102. Ne prendono la signoria i Fiorentini, 106. Ne son cacciati i neri, 112. Difesa da uno degli Uberti contro i Fiorentini e i Lucchesi, 125. Ferocissima nelle parti cittadine, 128. Fiorentini e Lucchesi se ne spartiscono la signoria, 137. Taglieggiata dai Fiorentini, 150. Si dà al re Roberto di Napoli, 160. Tributaria di Castruccio, 185. Signoreggiata da Filippo Tedici, 192. Occupata da Castruccio, ivi. Se ne impadroniscono i Fiorentini, poi è ricuperata da Castruccio, 200, 201. Liberata, fa pace coi Fiorentini, 207. Questi vi mandano un Capitano, 213; poi l’occupano a forza, ivi. Si dà al Duca d’Atene, 227. Gli manda doni, 230. Torna a libertà, 237. I Fiorentini l’hanno per accordi, 261. Manda oratori a Carlo IV, 269. Vi viene papa Alessandro V, B 127. Suo capitanato, ricordato, 484, 493. I Fiorentini vi fomentano le parti de’ Cancellieri e dei Panciatichi, che vengono a guerra tra loro, C 73. Torna all’ubbidienza della Repubblica, 78. Viene alle mani di Clemente VII, 260.

Pistoia (Montagna di). Vi ha gran seguito Neri Capponi, B 205. Suo capitanato, ricordato, 484, 493.

Pistoia (Vescovo di). È del Consiglio del Duca d’Atene in Firenze, A 230.

Pistoia (da) Cino, A 173. Condotto a leggere nello Studio di Firenze, 368.

Pistoiesi. — Ved. Pistoia.

Pitti. Uno di quella famiglia è mandato in bando, B 350.

Pitti Bonaccorso. Imprigionato in Avignone, A 328. Oratore al Re di Francia, B 85. Ha grande familiarità in quella corte, ivi. Oratore all’imperator Roberto, 89; a Genova, 96. Ha grandi aderenze in Francia, 127. Sua Cronaca, e altre notizie di lui, 233.

Pitti Giannozzo, B 223. Ambasciatore a Niccolò V, 290. Fautore di Francesco Sforza, 299.