Carolo Regi Gallorum.
Serenissime etc. Etiam hos quinque legatos mittimus ad te, fratrem Hieronymum Savonarolam predicatorem insignem, Tanai Nerolum, Pandolfum Rucellarium, Petrum Caponium et Ioannem Cavalcantem, nobiles cives nostros. Ex his mandata quæ a nobis ad te habeant melius coram intelliges quam nos scriberemus. Commendamus tibi urbem et populum nostrum tui observantissimum virtutisque et fælicitatis admiratorem. Ex Palatio nostro etc.
Mandata quinque suprascriptorum Oratorum ad Carolum Regem Francorum.
Anderete a ritrovare la Maestà del Christianissimo Re di Francia con ogni possibile celerità; et giunti, intenderete dagli altri nostri ambasciadori, che si trovano appresso alla Sua Maestà, in che termine sieno le cose nostre colla Maestà sua, maximamente circa le domande facte da lui et delle forteze et della gente d’arme et del danaio che ne ha domandato; et trovandone facta conclusione ferma, non harete in questo adoperarvi altrimenti. Ma giugnendo a tempo che ancora non fussene facta conclusione, sarete colla Maestà del Re, insieme con quelli che si truovano quivi o senza loro, come o a loro o ad voi fusse paruto meglio; et presentato la lettera della credentia harete con questa, et facto le prime convenienti cerimonie et parole che parranno alla prudentia vostra, interrete in questa materia et ingegneretevi fare tucte queste sue petitioni migliori che vi sarà possibile per la città nostra: dandovi in questa parte libera auctorità et absoluta di fare et dire tucto quello che vi occorrerà, per la salute di questa città. Habbiamo in Dio principalmente, da chi viene ogni salute et ogni bene, grandissima speranza, et nella nostra opera; la quale stimiamo che ci habbi ad liberare da ogni pericolo et dare tranquillità ad questa città.
Quella parte che diciamo di sopra che, trovato facto ferma conclusione delle petitioni della Maestà del Re, non intendiamo per quello che è sopradecto diminuire in alcuna parte la vostra auctorità: ma potendo anchora in tal caso opera alcuna colla Sua Maestà, come habbiamo fede nella prudentia et bontà vostra; ne farete ogni opera. Et in questo ancora saranno maggiori e vostri meriti inverso la vostra patria.
Et harete ad mente, come cosa molto importante che, se le offese non fussino levate in ogni luogo et ancora in Romagna, che per clementia della Maestà Sua et vostra intercessione sieno levate et tolto a questo popolo divotissimo di Sua Maestà questo tumulto dell’arme et renduto alla sua consueta quiete, sotto l’antiquissima protectione di Sua clementissima Maestà, et naturale observantia et culto nostro in verso della Christianissima Maestà Sua.
Harete ad mente alla porta fare rogare la partita vostra etc.
Non sapevano se Piero dei Medici fosse tuttora presso al Re, nè se gli Ambasciatori troverebbero le cose fatte. Quindi erano incerte le Istruzioni, rimettendo alla prudenza degli Ambasciatori stessi tutta la condotta dell’arduo negozio: ma nondimeno usano un linguaggio netto e dignitoso che fa onore alla Cancelleria della Repubblica.
Nº III. (Vedi pag. [149].)
TRATTATO SEGRETO DI CONFEDERAZIONE TRA PAPA LEONE X E CARLO RE DI SPAGNA, SOTTOSCRITTO IN ROMA A’ DÌ 17 GENNAIO 1519.