I. Magnificis Dominis dominis Decemviris Libertatis et Pacis Reipublice Fiorentine, dominis observandissimis.
Magnifici Domini domini observandissimi. — Questa per far noto a Vostre Signorie che questo giorno sono arrivato qui, et subito andai a trovare el signor Commissario Antonio Francesco delli Albiti, per intendere se il salvocondocto era obtenuto dallo illustrissimo Principe di Oranges; il quale m’ha decto haver mandato per epso, et che sarà qui domani. Subito hauto decto salvocondocto, monterò a cavallo et anderò verso sua illustrissima Signoria, con più diligentia a me sarà possibile; che senza epso salvocondocto non è da andare, respecto che qualche cavallo scorre sempre in qua et in là. Se l’havessi trovato qui, mi sarei spinto più avanti per fare più diligentia a me fussi suta possibile. Qui è arrivato questa sera el signor Malatesta et la maggior parte delle gente, come più ampiamente dal prefato signor Commissario Vostre Signorie a pieno saranno raguagliate. Nè altro. A Vostre Signorie humilmente mi raccomando. Bene valete. Da Arezo, a’ dì XIII di septembre MDXXIX.
Servitor
Rossus de Buondelmontis orator.
Mandata per mano del signor Commissario Anton Francesco degli Albizzi.[256]
II.[257]
Magnifici Domini etc. — Iersera, sotto lettere del signor Commissario Generale, scripsi a Vostre Signorie quello occorreva. Et questa mattina si è partito el signor Commissario e ’l signor Malatesta con tutte le gente, per venire a cotesta volta; et qui hanno lasciati alchuni capitani che hanno circa mille cento paghe. Et questo giorno li ho hauti a me, nè trovo che in facti habbino più che, vel circa, homini septecento, e quali sono molto poco numero a volere guardare la ciptà; et per la consulta facta con il Capitano Santa Croce, Giorgio cioè e ’l signor Francesco dal Monte et altri Capitani, dicano harieno anchor di bisognio di secento homini, et con facilità la guarderieno dalli inimici. Però, Vostre Signorie examinino quello è da fare, perchè ogni volta ci fussi mille cinquecento homini, sono certi non si metterieno a venirci; et intendendo ci sia sì pochi, saria facil cosa farli venire a questa volta. Et non ci venendo, questi signori Capitani si conforterebbeno, ogni volta havessino passate dieci miglia avanti, venire alla ciptà sì presto o prima a loro. Et però Vostre Signorie advisino quando li inimici passassino senza dare altro impedimento qui, se queste fanterie s’hanno da mandare a cotesta volta, o quello si ha da fare; che è bene che il signor Capitano et Commissario habbi la commissione quello habbi da fare, perchè in questi casi, quattro, sei hore prima o poi importano assai.
Li cavalli delli inimici s’intende questa sera alloggiare a Castiglione Aretino, e ’l resto dello exercito a piè di Cortona, et haver mandato trombetto a chieder la terra. Dispiacemi che quelli po’ de fanti vi sono non sieno qui che servirieno più che esser là.
El trombetto andò per il mio salvocondocto non è anchor tornato. Dicemi el Capitano Giorgio Sancta Croce, dubitare non lo ritenghino, perchè l’huomo non sia advisato de’ casi loro. Subito haverò decto salvocondocto, anderò alla volta dello illustrissimo Principe di Oranges. La più parte di queste fanterie et al simile li cavalli sono alla fine della paga, et Vostre Signorie sanno che a questi tempi non si possono tenere senza denari. Nè altro. A Vostre Signorie mi raccomando. Da Arezo, a’ dì XIIII di septembre MDXXIX.
Rosso de Buon del Monte orator.
Portò un fante del signor Francesco del Monte. Partì a hore 23.