Servitori
Rosso de’ Buondelmonti et
Lionardo Ginori oratori.

X.

Magnifici Domini etc. — Questa mattina, per lo orator Lorenzo Strozzi si scripse a Vostre Signorie quello occorreva, et da lui a bocca saranno raguagliate ampiamente di quello occorre. Da poi, sono arrivate le dodici some della vettovaglia et cere, che V. S. hanno mandate, le quale non possetteno arrivare più a punto; et subito si sono distribuite allo illustrissimo signor Primo et al Marchese del Guasto et al signor don Fernando di Gonzaga et a tutti questi altri Signori, secondo le qualità loro; et quando fussino state tre volte tante, per la carestia hanno di vino et pan buono, non haverieno supplito. Però confortiamo Vostre Signorie continuare ogni giorno, per lo manco di tre some di vino, metà trebbiano et metà vermiglio: e ’l simile altrettanto di pane, el quale sia più bianco et miglior non è stato questo, per la bocca di questi principal signori; et fussi pan piccolo et sopratutto bianco, come sappiamo Vostre Signorie sapranno provedere.

Questo illustrissimo Principe ci ha molto ricerchi che desidereria havere uno paio di cavalli turchi delli meglio si potessi trovare; e ’l simile, el signor Marchese del Guasto ne vorria uno. Però conforteremmo Vostre Signorie facessino ogni diligentia di haverne delli meglio si potessi trovare et fare questo presente; che quelle non porrien fare cosa più grata, che son mezi che servono molto più che le cose grande, bene spesso. Antonio Francesco delli Albizi ne haveva uno molto bello, chè credo che fussi di Ottaviano de’ Medici, el quale anchora ne ha delli altri che sarieno a proposito.

Di poi la partita dello orator Lorenzo, non è rinovato altro, nè per anchora è arrivato fra Nicolò della Magnia. Aspettando questa sera; et allhora delibereranno se debbon diloggiar di qui per a Figline, dove questo illustrissimo Principe soprastarà duo giorni, come Vostre Signorie dal decto oratore saranno raguagliate. Siamo suti questa mattina con Sua Signoria, quale ne ha visto molto volentieri; et aspetta con desiderio grandissimo si habbi ad fare qualche appuntamento buono, per non haver a venir più avanti, a’ danni di Vostre Signorie, che Dio ne conceda gratia.

Quando Vostre Signorie rimandino in qua vettovaglie, a quelle piacci mandar duo some di biade, come che è vena e orzi, perchè questi Signor non ne hanno per li lor gran cavalli; et malvolentieri dan lor grani, chè certamente sarà cosa molto accepta. Nè altro, salvo che di continuo a Vostre Signorie ci raccomandiamo. Da Monte Varchi, a’ di xxv di septembre mdxxix.

Di V. S.

Servitori
Rosso de’ Buondelmonti et
Lionardo Ginori oratori.

XI.

Magnifici Signori Dieci. — La lettera delle Signorie Vostre delli venticinque haviamo ricevuto, et inteso le electione di Bernardo da Castiglione a questo illustrissimo Principe, per la venuta del reverendissimo Arcivescovo di Capua, che si aspecta con desiderio; et perchè venga sicuro, si manda il salvocondocto con il trombetto. Però le Signorie Vostre accelerino la venuta sua, et con qualche resolutione; perchè Sua Excellentia non vuol più parole, nè si è possuto obtenere che non marci innanzi, che ad ogni modo vuole andar domane a Figline. Et pensiamo che la cavalleria scorrerà ben presso alla ciptà. Et il danno che questo povero paese riceve non si potria credere; et molto più lo riceverà hora che si aproxima, perchè e soldati, vedendo marciare, pensano che l’accordo non segua; li quali stanno tanto desiderosi di venire quanto noi di mandarneli; et ogni giorno ce ne compariscie di nuovo, et tutti hanno ricapito.