Cantelmo Iacopo. Vicario del re Roberto in Firenze, A 160.
Capalle, castello. Assalito dal conte Guido Novello, A 61.
Capello Carlo, oratore veneto in Firenze. Sue lettere ricordate, C 240, 249, 252, 272. Loda a cielo i Fiorentini, ivi. Fa seppellire un suo cavallo in Firenze, ivi.
Capitani di guerra. Loro elezione ed ufficio, A 386, 387.
Capitani di Parte Guelfa. Giano della Bella cerca frenare la loro potenza, A 98. S’interpongono per la concordia tra bianchi e neri, 115. Loro costituzioni e atti, 277 e segg. Inventano le ammonizioni, 286. Riforme del loro ufficio, 313, 314. Attraversano la stipulazione di una lega tra la Repubblica e Bernabò Visconti, 324. Infieriscono nelle ammonizioni, 339, B 1, 2. Cercano impedire il gonfalonierato di Salvestro de’ Medici, 10. Riforme del loro ufficio e degli altri uffici della Parte, 36, 49, 75. I loro ordinamenti durano anche dopo la riforma degli Statuti, 146. Scadono d’autorità, 148, 149. Testo di due loro petizioni, A 415-418, B 502-504; e di due riformagioni relative alle loro leggi, A 418-420, B 499-501. È tolto loro il gonfalone, 475. Vanno ad offerta alla chiesa di San Giovanni il giorno di quel Santo, 533. Mutano le loro attribuzioni, 357. — Ved. Consoli de’ Cavalieri. Parte Guelfa.
Capitano del Popolo. Sua istituzione e suo gonfalone, A 35. Gli è aggiunto il titolo di Difensore dell’Arti, 78. Sua primitiva dimora, 79. Il suo palagio è distrutto da un incendio, 131. Cessa durante la signoria del re Roberto, 162; dopo la quale vien rieletto, 184. Si ristringe la sua autorità, 189. Capo del Consiglio del Popolo, 203. Suo salario, 257. Cassato e poi rimesso, 312. Costituzione del suo ufficio, 379 e segg., B 529, 530. È accresciuta la sua autorità, 213. Decade, 321. Tolto via, 364, 365. Va ad offerta alla chiesa di San Giovanni il giorno di quel Santo, 533. — Ved. Tizzoni.
Capitano della guardia o Bargello. N’è uno in città e uno in contado, A 223.
Capitudini delle Arti. — Ved. Consoli.
Caponsacchi. Uno di essi è potestà di Firenze, A 24. Esuli, non posson tornare in città, 76. Arsione delle loro case, 130.
Cappiano (Ponte a). Espugnato dai Fiorentini, A 192.