Costui nutra nel sangue,
E per delfici lauri
Gli accerchi invece un angue,
Sanie stillante infesta,
L'abominevol testa.

La Verità principia cosí:

Sino al trono di Dio
Lanciò mio cor gli accenti
Che in murmure tremendo
Rispondono i torrenti,
E dalla ferrea calma
Delle notti profonde
Palma battendo a palma
Ogni morto risponde.

Nel Mio tempo:

Vien meco, o Elettra, a piangere
Il soqquadrato mondo,
Ch'ode gli eterei fulmini
E corre furibondo
A trar suoi giorni eterni
Nei spalancati Averni.

Ai novelli repubblicani, con rimembranze delle tragedie scritte dall'Alfieri e delle tragedie fatte dalla rivoluzione diceva:

Questo che io serbo in sen sacro pugnale
Io l'alzo, e grido all'universo intero:
Fia del mio sangue un dí tepido e nero
Ove allontani le santissim'ale
Dal patrio cielo Libertà feroce.
Già valica mia voce
D'Adria le timid'onde,
E la odono eccheggiando
Le marsigliesi sponde.....

A l'armi! Enteo furor in voi discende,
Che i spirti ingombra e l'alme erge ed avvampa;
E accesa in ciel di ragïon la lampa,
Vi toglie agli occhi le ingannevol bende:
Che ragïon figlia di Dio v'invita
A vera morte e addita
I rei petti esecrandi
Ove, Piantate, grida,
Infin a l'elsa i brandi.