Delle odi libere, cioè delle canzoni a strofi sciolte sul modello del Guidi, altra forma lirica agli esercizi del giovinetto, una sola rimane, ben conosciuta, il Bonaparte liberatore (1797); ove la rigidezza alfieriana si scioglie e distende sotto i tepori del Monti, e spuntano e si affacciano o si accusano le prime forme veramente foscoliane.
Anche sonetti, naturalmente, compose: non so quanti per monache, quattro per la morte del padre: un de'quali a stampa, e negli ultimi versi risuona il pianto come si faceva una volta intorno a'morti:
spirata l'alma,
Cessò il silenzio; e alle strida amorose
La notturna gemea terribil calma.
Il Chiarini riprodusse quello su la neutralità di Venezia, di valore storico, e anche non senza qualche efficacia di rappresentazione.
O di mille tiranni, a cui rapina
Riga il soglio di sangue, imbelle terra!
'Ve mentre civil fame ulula ed erra,
Siede negra politica reina;
Dimmi che mai ti val se a te vicina
Compra e vil pace dorme, e se ignea guerra
A te non mai le molli trecce afferra
Onde crollarti in nobile ruina?
Già striscia il popol tuo scarno e fremente
E strappa bestemmiando ad altri i panni,
Mentre gli strappa i suoi man piú potente.
Ma verrà giorno, e gallico lo affretta
Sublime esempio, ch'ei de' suoi tiranni
Farà col loro scettro alta vendetta.